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Il caso dello sponsor della Roma: di virtuale ci sono anche i soldi incassati…

Digitalbits

Nel calcio impazzano le criptovalute, viste come nuova fonte di ricavi

Impazzano le monete virtuali, anche nel calcio. Di certo si è aperta una nuova frontiera nel campo delle sponsorizzazioni, come dimostrano le numerose partnership in Serie A. Il rischio, però, è che virtuale sia anche il ritorno per il club. Prendete la sponsorship di maglia della Roma. Da questa stagione la compagnia aerea Qatar Airways è stata sostituita da DigitalBits. Il comunicato parla quindi di 36 milioni complessivi in 3 anni. Apparentemente, più o meno lo stesso livello di entrate che assicurava Qatar Airways: 39 milioni complessivi, di cui 6 come “signing fee” e 11 a stagione nello scorso triennio. Le cose, però, stanno in maniera diversa.

La Gazzetta è in grado di rivelare i dettagli del contratto tra la Roma e Zytara. Innanzitutto, i corrispettivi sono concentrati nella parte finale del triennio: 5 milioni nel 2021-22, 10 milioni nel 2022-23 e 21 milioni nel 2023-24. Ma l’aspetto più rilevante è che il minimo garantito stagionale in contanti è di appena 500mila euro. Tutto il resto, cioè la polpa del contratto, dipende dal controvalore delle criptovalute collocate sul mercato. Cosa significa? In base all’accordo, la Roma ha ricevuto in dote un certo quantitativo di monete virtuali, in particolare token DigitalBits col simbolo XDB. È come se il club fosse stato pagato, anziché in contanti, in azioni soggette alle fluttuazioni degli scambi: una differenza non da poco, senza considerare che il mercato delle criptovalute non è nemmeno regolamentato. Non si tratta neppure di fan token, cioè di monete virtuali legate al calcio, ma di strumenti puramente finanziari. Il tasso di variabilità è altissimo, così come il rischio di speculazioni e imprevedibili oscillazioni. Può darsi che la Roma, al momento di passare all’incasso (ci sono finestre temporali in cui poter vendere e monetizzare), ottenga quanto pattuito dal contratto con DigitalBits e anche di più, ma può darsi pure che il prezzo di vendita di questi token sia inferiore. Chi può dirlo? È una scommessa che mina la stabilità dei flussi di cassa del club. L’unica certezza è quel minimo garantito di 500mila euro all’anno.

Non a caso, quando è stata recapitata la proposta di Zytara i dubbi sulla convenienza dell’operazione non sono mancati, ma non c’erano alternative di livello dopo la conclusione della partnership con Qatar Airways. E allora i Friedkin si sono convinti: meglio accettare la scommessa delle criptovalute che mostrare una triste maglia no logo. Lo scrive gazzetta.it

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