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Roma, che cuore. Ora sai vincere anche soffrendo

Vittoria del gruppo, che ora ha imparato anche a soffrire insieme

Il destro di Abraham entra direttamente in classifica. E tiene in alto la Roma che, con il gol del suo centravanti, vince contro il Torino e consolida il suo quinto posto. Guadagna punti sulle principali rivali nella corsa Champions, +4 su Juve, Lazio e Fiorentina (e Bologna), restando in scia all’Atalanta quarta e avanti sempre di 3 punti. Il successo, dunque, è prezioso. Conquistato con una prestazione che è stata applaudita dai quasi cinquantamila dell’Olimpico, nonostante la piena emergenza a centrocampo. Chi è stato chiamato in causa ha risposto proprio come chiede Mourinho.

Smalling è stato capace di guidare la difesa ed è arrivata la terza vittoria di fila senza subire reti. Mourinho ha piazzato Diawara titolare al posto dello squalificato Veretout, con Pellegrini e Mkhitaryan da interpreti. Il piano giallorosso si è complicato quando dopo 15 minuti Pellegrini si è fermato da un risentimento muscolare alla coscia destra. Spazio a Perez, come contro lo Zorya, ma senza sbilanciare il sistema di gioco. Il Torino arriva all’intervallo con una netta superiorità nel possesso palla, ma sotto di un gol. Abraham fa la differenza al primo tentativo, colpendo all’improvviso la seconda miglior difesa della Serie A.

Dopo più di quattro minuti di attesa il Var cambia la decisione di Chiffi: il rigore è netto e l’arbitro è svelto a concederlo, ma il fuorigioco di rientro minimo di Abraham cambia il verdetto. Nel secondo tempo stessa strategia del primo, puntando sulla solidità del 3-5-2, bilanciato e anche organizzato. Tiene la difesa giallorossa, il migliore dietro è Smalling, padrone del gioco aereo e robusto nell’uno contro uno. Anche Mancini e Ibanez si comportano bene, lo stesso Diawara è efficace nelle fasi cruciali. L’assedio granata continua nel lungo recupero, ma nessun rischio: il muro è Special. Lo scrive Il Messaggero.

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