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Dal caso Vitor Baia al Tottenham: l’altalena di José

Creare tensione per alzare l’asticella

Dalla tempesta Mourinho ne è sempre uscito vincitore perché le sue vittorie sono arrivate in momenti in cui la tensione era alle stelle. A volte però si sono creati dei problemi che non sempre ha saputo risolvere, come i 4 esoneri (due con il Chelsea, uno con il Tottenham ed uno con il Manchester United) e la rescissione consensuale con il Real Madrid nel 2013.

Lo Special One ha dovuto combattere contro nemici sia interni sia esterni, come ad esempio nel Porto si scontro con Vitor Baia, leggenda del club, ma grazie a ciò riuscì ad imporsi nello spogliatoio e regalò i primi trofei. Anche nel Chelsea affrontò Ricardo Carvalho, uno dei suoi fedelissimi. All’Inter ha rischiato di crollare per tre volte, ma riuscì sempre a rialzarsi: la prima nel match contro la Dinamo Kiev, la seconda in semifinale di Champions contro il Barcellona e la terza dopo la sconfitta a Firenze, che aveva regalato il primato in classifica alla Roma. Alla fine conquistò il Triplete.

Ci sono però anche alcuni passaggi a vuoto come gli esoneri, grazie ai quali ha però incassato 97.674.480 milioni di euro tra stipendi e buonuscite. Il primo esonero, con il Chelsea, arriva dopo il logorio delle tre stagioni precedenti, poi a Madrid ha avuto problemi con lo spogliatoio e con leader come Sergio Ramos e Casillas. Torna in Inghilterra e colleziona tre esoneri consecutivi, non riuscendo a vincere solo con il Tottenham. Ora si trova a Roma e la tattica è sempre la stessa: creare tensione per alzare l’asticella. Lo scrive “La Gazzetta dello Sport”.

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