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Furia Friedkin: settimi sborsando 400 milioni

La rabbia della presidenza giallorossa

A Trigoria li avevano rivisti domenica a pranzo dopo una lunga vacanza per il Natale. Ma la Roma che Dan e Ryan Friedkin hanno trovato al loro ritorno in Italia li ha resi furiosi. Così li raccontano dopo la sconfitta con la Juventus. Furiosi e delusi.

Da settembre 2020 i Friedkin hanno immesso qualcosa come 400 milioni di euro nella Roma: 300 per la copertura del fabbisogno finanziario, altri 100 per gli acquisti. Più i 7 milioni netti all’anno puntati su Mourinho. Certo, dei giocatori acquistati da loro solo Smalling, Abraham, Rui Patricio e per ora Viña sono titolari.

Ma ciò che i Friedkin non capiscono è come sia possibile che nonostante l’allenatore più pagato d’Italia e il terzo monte stipendi della Serie A la squadra non migliori: settima era a maggio, settima è oggi, mentre l’unica cosa che cresce sono le richieste di aumento contrattuale dei calciatori.

Eppure, il settimo posto è ciò che vale la Roma secondo Mourinho. Che domenica sera ha scavato un nuovo solco tra sé e la squadra: la sua selezione era iniziata in estate, quando aveva diviso il gruppo tra chi meritava di seguirlo nel ritiro in Algarve e chi era in esubero. Poi, dopo i 6 gol presi in Norvegia col Bodø, altra scrematura: i titolari promossi, le riserve – compresi giovani come Villar o Darboe – escluse e praticamente mai più riproposte.

Dopo la Juve, nella sua colonna dei “buoni” è rimasto soltanto lui, José: “Devo riuscire a portare la squadra al mio livello”. Sa bene lo Special di non rischiare neanche lontanamente il posto: perché “non sarai mai esonerato” è la promessa con cui lo ha accolto Dan Friedkin, suo enorme estimatore. Perché il divorzio costerebbe alla Roma 30 milioni e oltre (perderebbe i vantaggi del Decreto crescita). E soprattutto perché se c’è una speranza a cui aggrapparsi per il futuro, per i Friedkin, questa è proprio Mourinho. Lo scrive “La Repubblica”.

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