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La Roma taglia e rinforza

Tiago Pinto lo sa: in tre anni il rapporto tra costi e ricavi va migliorato, lo impone la Uefa: la strategia del GM per il calciomercato

Il numero magico è 70(%): è questo il limite dei costi complessivi legati a stipendi, spese per mercato e agenti in rapporto ai ricavi. E’ l’essenza del nuovo regolamento Uefa in materia di licenze per club e sostenibilità finanziaria. Un numero che il gm Pinto ha bene in mente, perché ci sarà un’attuazione graduale nell’arco di tre anni, con il 70% che entrerà in vigore nel 2025. Questa, però, è la stagione chiave nella quale impostare il lavoro che vedrà i suoi frutti nel prossimo triennio.

Se il rapporto con i procuratori è stato già rivisto verso il basso, imponendo un tetto massimo del 10% delle commissioni e riconoscendo solo una delle parcelle se il procuratore media tra acquirente e venditore, il lavoro che attende il dirigente portoghese non sarà facile. La diminuzione dei costi dovrà andare di pari passo con la crescita tecnica che si attende Mourinho. Stabilire oggi quanto la Roma potrà spendere in estate è un’impresa titanica, probabilmente nemmeno a Trigoria lo sanno.

Mourinho chiede di sfoltire la rosa dei calciatori che non rientrano più nel progetto (Veretout, Carles Perez, Diawara, Darboe, Villar, Felix e Fuzato) e inserire almeno 3 rinforzi (uno per reparto: in avanti occhio allo svincolato Lingard) al netto di altre partenze che inevitabilmente prevederanno ulteriori entrate. Se Mkhitaryan non dovesse rinnovare, Veretout è pronto a salutare e Oliveira non verrà riscattato, è chiaro che oltre al colpo in regia (Douglas Luiz o Ruben Neves), servirà almeno un altro innesto (occhio a Bissouma e/o Frattesi) che possa completare il reparto con Cristante e Bove. Lo scrive Il Messaggero.

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