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Amarcord, 24 settembre 1967: esordio e gol per Giuliano Taccola in giallorosso (FOTO)

Esordio in Serie A per Giuliano Taccola, gol contro l’Inter di Facchetti

Il 24 settembre del 1967 faceva il suo esordio in Serie A con la maglia giallorossa Giuliano Taccola, centravanti portato in giallorosso grazie al suggerimento di Fulvio Bernardini che lo notò nel Genoa nella stagione precedente in Serie B. Il palcoscenico fu subito di quelli importanti: San Siro, la trasferta era contro l’Inter di Giacinto Facchetti, Suarez e Herrera. Le due compagini scesero così in campo:

Inter: Sarti, Burgnich, Facchetti, Bedin, Dotti, Landini, Domenghini, Mazzola, Nielsen, Suarez, Bonfanti
All. Herrera

Roma: Pizzaballa, Losi, Robotti, Cappelli, Carpenetti, Pelagalli, Ferrari, Scaratti, Peirò, Taccola, Capello
All. Pugliese

I nerazzurri passarono in vantaggio al 7′ minuto proprio con un gol di Facchetti, ma non ci fu nemmeno il tempo di festeggiare perché la Roma scoprì di aver trovato un nuovo bomber: Giuliano Taccola. Il centravanti giallorosso siglò la rete del pareggio appena 50 secondi più tardi e il risultato rimase in parità fino al fischio finale.

Breve Biografia

Il 28 giugno del 1943 nasceva a Uliveto Terme Giuliano Taccola. Dopo gli inizi nella Uliveto, il giocatore calca diversi campi delle serie minori, come Varese, Entella e Savona. Dopo un anno di permanenza in serie B con il Genoa viene acquistato dalla Roma. Con i giallorossi giocherà fino al 1969, anno della sua tragica dipartita.

La morte

Nel corso della stagione 1968-69 il rendimento di Taccola calò improvvisamente a causa di febbre alta e continui malesseri. I medici della società capitolina gli diagnosticarono un vizio cardiaco, ma l’allenatore Helenio Herrera scelse comunque di schierarlo regolarmente in prima squadra.

Dopo una visita da due otorinolaringoiatri, il 5 febbraio Taccola fu sottoposto ad un intervento per l’asportazione delle tonsille a Villa Bianca. L’operazione non risultò semplice, Taccola ebbe numerose emorragie durante l’intervento, e appena fu dimesso gli venne prescritto un mese di assoluto riposo.

Ma prima del tempo stabilito la squadra ricominciò a farlo allenare, per evitare che rimanesse troppo tempo lontano dal campo. Spesso, alla fine degli allenamenti, a Taccola si alzava la febbre, il suo peso corporeo era diminuito di cinque chili ed era fortemente debilitato dagli antibiotici che assumeva. Il 26 febbraio Taccola giocò una partita di allenamento con la formazione De Martino e svenne in campo.

Il 2 marzo s’infortunò al malleolo durante un incontro al Ferraris di Genova contro la Sampdoria, cinque giorni dopo seguì la Roma in ritiro. Durante il soggiorno in albergo svenne nuovamente, e poco dopo tornò a casa in taxi, perdendo la cerimonia per l’assegnazione dei premi partita. Arrivò a casa molto tardi,con la febbre a 39 °C.

L’11 marzo ripresero gli allenamenti con la formazione capitolina, ma le sue condizione di salute si facevano sempre più critiche. Fu convocato comunque per la gara contro il Cagliari, ma dopo un ennesimo svenimento e la febbre che si faceva più insistente fu escluso dalla gara, e la seguì dalla tribuna. Poco prima dell’incontro aveva comunicato al medico sociale di sentirsi fortemente debilitato, il sanitario rilevò la temperatura corporea, che si rivelò essere di 37,4 °C e a seguito della quale somministrò al calciatore due compresse di antipiretico; negli spogliatoi, a fine incontro (terminato 0-0), Taccola svenne per un malore e subì un arresto cardiaco, tanto da indurre il medico sociale della Roma, aiutato da quello del Cagliari, a praticargli respirazione artificiale e massaggio in attesa dell’ambulanza che lo trasportò all’Ospedale Civile del capoluogo sardo dove, tuttavia, giunse ormai privo di vita poco prima delle 18.

 

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