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Volpato ed El Shaarawy, la vittoria della panchina. Ed ora chiedono spazio

Quando vengono chiamati in causa, rispondono sempre presente. Finalmente Mou sta trovando fiducia e garanzia anche dai turn-over

Sfruttare la prima possibilità che ti capita vuol dir tanto. Perché in un calcio fatto da così tanti stereotipi non è facile partire dal basso e diventare in un secondo il protagonista di un’intera squadra. Ne sa qualcosa Cristian Volpato. Sempre puntuale agli allenamenti (qualche piccolo incidente di percorso c’è stato, ma servito per crescere) lavora duramente e quando Mourinho lo chiama in causa risponde presente. A 18 anni essere così maturi non è da tutti. E contro l’Hellas Verona, dopo la buona prova nella trasferta finlandese ad Helsinki, l’italo-australiano ha risolto un match difficile, regalando tre punti d’oro alla squadra, entrando in un momento difficile della gara. Un déjà-vu felice per il 62 giallorosso, che anche la scorsa stagione aveva risolto la sfida contro i veneti, quella volta però regalò solo il gol del pareggio. Ora per Cristian è importante continuare così, al contrario della scorsa annata, dove dopo il gol sparì nelle gerarchie dello Special-One. Ma con un anno in più di maturità, il copione più avere una trama diversa.

L’esperto Faraone: l’asso nella manica di José Mourinho

Oltre al giovane Volpato, al “Bentegodi” c’è stato un altro protagonista, questa volta con qualche anno di esperienza in più alle spalle. Stiamo parlando di Stephan El Shaarawy, che si è fatto così un altro regalo per i trent’anni da poco festeggiati. Mourinho del Faraone si fida ciecamente, un asso nella manica che in qualunque momento della gara l’allenatore portoghese può tirare fuori. Duttilità, corsa ed esperienza sempre al servizio della squadra. Dopo qualche settimana difficile, causa infortunio, El Shaarawy sta uscendo allo scoperto, rivelandosi uno, se non l’unico, esterno più in forma.

L’obiettivo

Ora i due “maghi” del Bentegodi dovranno dare continuità e, grazie alle ottime giocate, si candidano ad una maglia da titolare per i prossimi due incontri: Ludogorets e Lazio. L’obiettivo è almeno entrare in corso d’opera, cercando di lasciare il segno come finora fatto, conquistando minuto dopo minuto, giocata dopo giocata, la fiducia dello Special-One.

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