Alessio Romagnoli, ex calciatore della Roma, attualmente difensore e capitano della Lazio, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di CittĆ celeste. Ecco un estratto delle sue parole sui tempi vissuti in giallorosso:
Come hai fatto a esultare il 26 maggio 2013 dalla panchina e con la maglia della Roma addosso?
Ć stata una garaĀ particolare, perchĆ© comunque da professionista ero dispiaciuto per la sconfitta e penso sia anche giusto. Era un titolo, io ero tesserato della Roma ed era normale fossi dispiaciuto per la sconfitta. Ma allo stesso tempo lāha vinto la mia squadra, normale fossi un poā più sollevato. Ć stata una partita difficileā
CāĆØ una persona a cui devi dire grazie nella tua carriera? E una che forse ti ha ostacolato?
“Il grazie penso di doverlo aĀ Sinisa, ha scommesso su di me e ha fatto sƬ che potessi crescere prima alla Sampdoria e poi in una grande squadra come il Milan. E poi Bruno Conti perchĆ© mi ha scoperto da bambino permettendomi di entrare nelle giovanili della Roma, quindi sicuramente un grazie va anche a lui, che tra lāaltro ĆØ del mio stesso paese. Io sono nettunese, ma sono nato ad Anzio perchĆ© a Nettuno non ci sono ospedali che facciano nascere i bambini. Ma sono di Nettuno, di un quartiere che si chiama San Giacomo, e ne sono molto fiero. LƬ cāĆØ una bella tradizione del baseball, da piccolo ci giocavo anche io. Qualcuno da non ringraziare? Nessuno, non penso ci siano state per ora persone che abbiano ostacolato la mia carrieraā


