Dopo la vittoria conquistata per 3-1 contro l’Udinese, il tecnico dei giallorossi, Josè Mourinho, ha rilasciato alcune dichiarazioni nel post partita ai microfoni di Dazn. Di seguito, le sue parole.
Si aspettava un secondo tempo più tranquillo?
“Si, è colpa nostra. Non abbiamo chiuso la partita e abbiamo aperto la porta. Per fortuna e per merito nostro abbiamo reagito bene. La panchina era buona, c’erano giocatori che potevano aiutare ed è andata bene. Sembra che ci piace attaccare la porta sotto la nostra curva, sembra che vogliamo battere i record di gol negli ultimi minuti però qualche volta si perdono punti in partite di questo tipo”.
La sua esultanza sul terzo gol?
“Ho esultato per un gol che ha chiuso la partita. Con i cambi abbiamo perso un po’ in difesa, anche al minuto 85 la nostra organizzazione difensiva non mi dava grande sicurezza. Il terzo gol ha chiuso la partita, mi sono rilassato. L’esultanza con il raccattapalle? Per fortuna era un bambino e non un poliziotto o una donna (ride, ndr), perché era il primo che ho visto davanti a me”.
Tanto possesso palla nel primo tempo.
“C’era una cosa sulla quale abbiamo lavorato: a palla persa è dura giocare contro l’Udinese. Quello che mi dispiace del primo tempo è che si sentiva la fragilità dell’avversario e proprio lì dovevamo chiuderla”.
Lukaku, Dybala e Azmoun può essere una soluzione dall’inizio?
“Sarebbe un pochino sbilanciata, solo perché la natura di Paulo e Azmoun non è una natura di grande disciplina e organizzazione difensiva. Azmoun è un profilo di giocatore che amo, però gli manca qualcosina ancora per essere un giocatore di Mourinho in fase di transzione difensiva. Ha una qualità pazzesca, avevo anche Aouar e Belotti come scelte. Oggi avevo una buona panchina”.



Allora mi devi spiegare cosa ci stai a fare da tre anni!!! Ma non c’e l’avevano venduto come il grande motivatore?
E ci ha fatto arrivare a due finali in due anni, che vuoi che te la butta pure dentro lui?
Abbiamo giocato 8 contro 11 poi una volta arrivati 11 contro 11 é arrivata la svolta. Ci vogliono prima i giocatori poi l’allenatore