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Pellegrini, doppia sfida a Bonaventura

Dopo un avvio di stagione viziato da molti stop, il capitano giallorosso vuole riprendersi tutto, posto in nazionale compreso

Ci riprova, ancora una volta. Due gare consecutive partendo dalla panchina non le ricordava più. Per Pellegrini bisogna infatti tornare indietro nell’aprile del 2018, era Di Francesco. All’epoca, per il giovanissimo Lorenzo, furono addirittura tre: Fiorentina, Barcellona e Lazio. Poi una lunga serie interrotta una decina di giorni fa, scrive Stefano Carina su Il Messaggero. Rientrato contro l’Udinese dopo 52 giorni di stop per noie muscolari, a Ginevra, complice il “campo orribile” (cit.), Mourinho gli risparmia un’ora di gara. Il bis, a sorpresa, arriva tre giorni dopo a Reggio Emilia. Il j’accuse dello Special in terra svizzera su chi era subentrato in modo superficiale a partita in corso, alimenta per qualche ora mugugni e indiscrezioni, cancellate però dall’abbraccio al 90′ che José decide di postare sul profilo social di Instagram, proprio con Pellegrini. Per poi aggiungere: “Lorenzo è il nostro capita-no, è un giocatore fondamentale per noi, e quando non c’è perché è infortunato è sempre un problema. E’ tornato da poco e per me necessita di lavorare ancora per tornare in condizione. Fuori può esser visto come un problema, per noi non lo è”.

Gioco, set, incontro. Si riparte, quindi. E per Pellegrini stavolta l’esame è doppio: da un lato c’è la voglia già domenica di riprendersi la maglia da titolare, superare la Fiorentina e confermarsi al quarto posto con la sua Roma. Dall’altro non può passare in secondo piano la sfida contro Bonaventura in ottica azzurro. C’è poco da girarci intorno: uno dei due, in ottica Europei, rischia di essere di troppo. Spalletti aspetta Lorenzo: lo ha subito convocato a settembre, per poi doverne fare a meno, suo malgrado. E proprio il centrocampista viola ne ha approfittato: titolare contro Malta (in gol) e la Macedonia del Nord per scappare in fuga agli occhi di Lucio. Pellegrini non si scompone. Dopo aver perso l’Europeo di una vita, quello vinto dall’Italia dopo 53 anni ai rigori contro l’Inghilterra, non può permettersi di mancare anche a questo. Ha davanti ancora 4-5 mesi per recuperare terreno.

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