Pjanic: “La Roma mi è rimasta nel cuore. Felice per De Rossi”

Pjanic elogia il calcio di De Rossi, definendolo moderno e non una copia di altri tecnici. Poi parla anche del suo passato alla Roma

Pjanic Roma-Napoli 2015

Miralem Pjanic ha rilasciato un’intervista ai microfoni del Corriere dello Sport, ricordando il passato in giallorosso ma parlando anche dell’esperienza in panchina del suo amico De Rossi:

Decise di lasciare la Roma dopo cinque anni.
“Questo è il calcio. Sono rimasto lì per 5 anni, ma già in precedenza avevo rifiutato tante opportunità. La Juventus mi voleva già alla fine del terzo anno, rifiutai perché sentivo di dover dare ancora qualcosa, volevo provare a vincere con la Roma. Non ci siamo riusciti, così ho deciso di provare altro. L’ho fatto soffrendo, ma sapevo che quella era la decisione giusta. Mi cercava anche il PSG, sono andato alla Juve e non ho rimpianti. La Roma comunque resterà sempre nel mio cuore. A proposito, non avevo alcun dubbio su De Rossi”.

Non è il primo che lo dice.
“Ho trascorso 5 anni con lui e mi aspettavo di ritrovarlo un giorno in panchina. Sono felice, è un amico e gli voglio bene. Sta mostrando il suo calcio e sono contento del rinnovo. Ora arriva il difficile: riuscire a mantenere questo livello. Lui lo ripete sempre: questo lavoro è favoloso, ma è da pazzi tra studio e pressioni. Daniele conosce la piazza, sa gestire bene l’ambiente e anche la stampa. Lo sento parlare, ci sa fare”.

Nello spogliatoio aveva un peso rilevante.
“Il primo difensore di ogni compagno di squadra. Se c’era qualcuno che parlava male di te, lui era sempre pronto a proteggerti. Da leader. Ed era il primo ad alzare la voce quando serviva, e così è anche da allenatore. Trova sempre le parole giuste. Sa meritarsi il rispetto dello spogliatoio. Ho avuto due fuoriclasse alla Roma: Totti era il leader tecnico, faceva magie in campo, De Rossi quello politico, lo definisco così. Mi ha sostenuto anche in un momento complicato alla Roma”

De Rossi le ricorda Spalletti?
“Non esattamente, Daniele sta sviluppando un suo tipo di calcio. Diverso dal passato. Lui fa parte di una nuova generazione di allenatori, sta portando qualcosa di personale. Il calcio sta cambiando, ma è chiaro che tragga spunto anche da Spalletti e da altri. Ha il suo stile di gioco con un calcio offensivo e propositivo, ma allo stesso tempo tiene anche la squadra corta e non concede troppo. Daniele ha una sua visione, non copia, trae spunto. Mi sarebbe piaciuto averlo come tecnico”.

Il Bayer Leverkusen è una bella gatta da pelare.
“Xabi Alonso è un altro emergente, intelligente, carismatico, educato. Il Bayer è tosto, ma la Roma può farcela. Il Bayer paga forse l’inesperienza in Europa, la Roma invece arriva da due finali e può trarne vantaggio. Può vincere l’Europa League e qualificarsi in Champions”.

L’esonero di Mourinho l’ha sorpresa?
“Super sorprendente, lo ammetto. Anche perché la Roma veniva da un trofeo vinto e una finale europea andata come sappiamo. E la piazza lo amava. Ma il calcio è questo, si dimentica tutto e la società ha deciso così. Perfetta la scelta del sostituto, Mou comunque ha fatto un grandissimo lavoro sul piano della mentalità”.

Dybala?
“Paulo è tra i più forti con cui ho giocato, è tra i migliori tre del campionato ed è stratosferico. Esiste una Roma con Dybala e ce n’è una senza, due squadre completamente diverse. Si diceva la stessa cosa quando c’era Totti. Spero che la proprietà faccia di tutto per trattenerlo. Sento spesso Paulo, è molto contento di Roma e della Roma”.

Chi vince l’Europa League?
“La Roma, spero”.

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