Alle ore 15 domenica la Roma torna in campo dopo il pareggio contro l’Athletic Bilbao in Europa League. Ha il compito – l’obbligo – di dare continuità ai tre punti conquistati domenica scorsa in campionato contro l’Udinese. L’avversaria è abbordabile, almeno sulla carta. Il Venezia di Eusebio Di Francesco sicuramente non scende in campo da favorito, ma può mettere in difficoltà i giallorossi grazie ad alcune qualità messe in mostra nell’ultima uscita contro il Genoa.
Su tutte, la voglia costante di ricercare la verticalità. La squadra veneta cerca di avviare la manovra partendo dal basso, ma la visione comune è sempre quella di trovare il varco giusto e riuscire a ribaltare il campo con meno passaggi possibile. Un diktat che arriva di certo da mister Di Francesco, che dalle parti di Trigoria è qualcosa in più che un volto noto. Anche ai tempi della Roma – il tecnico di Pescara si è seduto sulla panchina giallorossa nella stagione 2017-2o18 e per poco più della prima metà del campionato 2018-2019 – il primo obiettivo era quello di avanzare verso l’area avversaria nel minor tempo possibile. All’epoca il modulo di riferimento era il 4-3-3, e nonostante l’eccezione non da poco contro il Barcellona nella notte semplicemente magica del 10 aprile 2018, difficilmente lo schema di gioco sembrava poter essere differente.

Come arriva alla partita il Venezia
Negli anni Di Francesco ha pagato un po’ di “integralismo tattico”, e negli ultimi tempi sembra essersi un po’ smussato da questo punto di vista. Prova ne è il fatto che sin qui in campionato il Venezia abbia proposto cinque volte su cinque la difesa a tre, con il 3-4-2-1 che risulta essere il modulo più usato. Lecito dunque aspettarsi due squadre che domenica si affronteranno giocando a specchio. La maggiore elasticità del tecnico dei neroarancioverdi ha fatto sì che la squadra si sia rialzata dopo un inizio di campionato disastroso. Le sconfitte contro Lazio, Torino e Milan, intervallate solo dal pareggio a sorpresa contro la Fiorentina, avevano fatto preoccupare i tifosi, ma la vittoria casalinga contro il Genoa per due a zero nell’ultima gara disputata sin qui ha ridato speranza. I due gol portano la firma dei due giocatori che più sono da temere, Gianluca Busio e Joel Pohjanpalo.

Qualità e inserimenti: l’ambidestro Busio preoccupa Juric
Partiamo dal primo: Gianluca Busio è un centrocampista centrale, con qualità adatte a un calcio basato sugli inserimenti delle mezzali e di un incursore con più di qualche gol nelle gambe. Classe 2002, è statunitense con padre nato a Brescia. Potrà mettere in difficoltà la fase difensiva della Roma con la sua capacità di muoversi tra le linee e cercherà di non dare punti di riferimento ai diretti marcatori sfruttando il suo essere ambidestro, capacità sempre più rara nel calcio di oggi. Ha saltato le prime tre gare stagionali per un problema fisico, e dopo un rientro in campo non fortunato contro il Milan, è riuscito a trovare una sua dimensione in campo contro il Genoa, realizzando, per la verità aiutato anche dalla fortuna e da un Gollini non impeccabile, il gol del momentaneo uno a zero. Allo Stadio Olimpico cercherà di ripetersi, dovranno esser bravi i mediani della Roma ad assorbire i suoi movimenti e dovranno essere pronti a spezzare la linea difensiva i centrali che saranno messi in campo da Juric.

Pohjanpalo, il “Doge biondo” che ha trascinato il Venezia in Serie A
Veniamo adesso al giocatore più conosciuto e più temuto del Venezia: Joel Pohjanpalo. La punta finlandese ha compiuto trent’anni lo scorso tredici settembre, e nel tempo si è costruito una carriera di livello in Germania, dove ha vestito le maglie di Fortuna Düsseldorf, Bayer Leverkusen, Amburgo e Union Berlino. In due stagioni sulla laguna ha realizzato l’impressionante cifra di quarantuno gol in settanta presenze. A suon di reti, ha trascinato in Serie A una squadra che non è storicamente abituata a palcoscenici simili. Il pubblico lo ha ringraziato manifestando in più occasioni il suo affetto per il calciatore, che si è addirittura guadagnato il soprannome di “Doge biondo”. Una carica pesante da quelle parti.

Un match da approcciare con lo spirito giusto
Insomma, la Roma si trova contro un’avversaria che dopo un brutto avvio potrebbe aver trovato la via per risalire, e che verrà allo Stadio Olimpico convinta di potersela giocare. Qualche tempo fa le idee spregiudicate di Di Francesco (che ritroverà Matias Soulé dopo averlo allenato la scorsa stagione al Frosinone) avrebbero seriamente rischiato di condannare il Venezia contro una squadra che sa cosa significa ripartire rapidamente in contropiede, chiedere dalle parti di Bilbao. Oggi però il tecnico è maturato a livello tattico, e se è vero che le squadre sono sempre il riflesso dei loro allenatori, Dybala e compagni devono essere consapevoli che non sarà facile giocare contro una squadra che sicuramente avrà studiato in ogni particolare la Roma, e che potrebbe aver rintracciato in quest’ultima, una difficoltà nell’assorbire i contropiedi degli avversari quando si trova con più giocatori fuori posizione.



