La Roma si trova al centro di un’indagine della Guardia di Finanza, con diverse operazioni di mercato sotto esame. Tra queste, lo scambio tra Luca Pellegrini e Leonardo Spinazzola, già nel mirino della Procura di Roma, e la svalutazione di giocatori come Diawara, Pedro, Pastore, Nzonzi, Dzeko, Perotti, Leandro Castan e H’maidat. Gli investigatori ritengono che tali manovre abbiano generato maggiori costi non deducibili per la società giallorossa pari a circa 80 milioni di euro.
Il tema cruciale riguarda l’Ires, l’imposta sul reddito delle società: quando la Roma tornerà a registrare un bilancio attivo, potrebbe essere chiamata a versare circa 19 milioni di euro in imposte. Tuttavia, la questione non si ferma qui. Le sanzioni amministrative connesse a questa imposta potrebbero variare tra il 90% e il 180% dell’importo dovuto, traducendosi in una cifra compresa tra i 17 e i 34 milioni di euro.
La società capitolina, però, si dichiara pronta a difendere la legittimità delle proprie operazioni. Secondo il club, ci sarebbero argomenti solidi per dimostrare la correttezza delle transazioni contestate. Ora, la decisione è nelle mani dell’Agenzia delle Entrate, che potrebbe confermare quanto rilevato dalla Guardia di Finanza e richiedere il pagamento delle sanzioni, oppure optare per ulteriori verifiche.
Non si esclude inoltre che le carte della Procura di Roma e della Guardia di Finanza possano finire nei fascicoli della Procura federale, con potenziali conseguenze anche sul piano sportivo. Tuttosport sottolinea che Giuseppe Chiné, il procuratore che in passato fu severo con la Juventus, potrebbe ora esaminare la situazione della Roma. Lo stesso tipo di contestazione sulle plusvalenze costò alla Juventus una penalizzazione di 10 punti in classifica, aprendo la strada a possibili scenari simili per i giallorossi.


