Doveva essere il grande colpo dell’estate insieme a Dovbyk, l’acquisto di prospettiva per il futuro che tanto era mancato negli ultimi anni. E invece fino ad ora Matias Soulè si sta rivelando il più grande flop della campagna acquisti di Ghisolfi. Con l’infortunio di Dybala doveva essere lui a prendere in mano le redini della Roma in queste ultime partite, ma l’ex Frosinone in campo non riesce ad incidere, anzi, sembra sempre più in confusione.
Dopo l’ottima stagione trascorsa in prestito al Frosinone, i giallorossi hanno sborsato quasi 30 milioni per convincere la Juventus a cederlo. Anche la volontà di Soulè, che voleva giocare con Paredes e Dybala, è stata determinante. Ma per ora il giocatore ammirato ai ciociari è solo un lontano ricordo di quello visto in questi due mesi alla Roma. Prima con De Rossi e ora con Juric l’argentino sembra sempre spaesato in campo, dialoga poco coi compagni e vede raramente la porta.
Juric nei giorni scorsi è stato chiaro al riguardo. Il ragazzo è giovane, il salto dalla provincia a un top club non è facile, e quindi va aspettato. Un pò come lo è stato per Baldanzi, in difficoltà nei suoi primi mesi nella Capitale, uno dei più combattivi adesso. I tifosi però, e ancor di più quelli romanisti, di pazienza ne hanno poca, e i risultati della squadra di certo non fanno crescere l’ottimismo intorno all’argentino. Accolto come una star a fine luglio in aeroporto con quasi 300 tifosi ad acclamarlo, oggi c’è già chi lo paragona ad Iturbe, la cui avventura alla Roma è stata molto simile ai primi mesi vissuti dall’ex Juventus in giallorosso. Sarà compito di Soulè smentire questo paragone.


