Sembravano destinati a lasciare un segno profondo insieme. Paulo Dybala e Romelu Lukaku, protagonisti nella Roma della scorsa stagione, hanno condiviso un’annata che, nonostante le difficoltà, ha prodotto 37 gol complessivi e una finale di Europa League sfiorata di appena otto minuti. Oggi, però, le loro strade si sono divise: 225 chilometri li separano fisicamente, così come 13 punti in classifica e alcune statistiche che evidenziano il diverso percorso intrapreso.
Il bilancio di questa stagione pende finora a favore di Lukaku. Il belga, con quattro gol e altrettanti assist, ha giocato 723 minuti in campionato, nettamente più dei 532 accumulati dall’argentino, che ha segnato due reti e non ha ancora fornito assist. Eppure entrambi sono considerati pilastri dai rispettivi allenatori. Claudio Ranieri vede in Dybala una figura insostituibile, nonostante i recenti problemi fisici che lo hanno costretto ad allenarsi a parte fino a ieri. D’altra parte, Antonio Conte ha puntato tutto su Lukaku, un giocatore chiave per il suo Napoli, nonostante i fastidi al ginocchio che lo accompagnano.
Diversi per stile, complementari insieme
Dybala incarna eleganza, visione e tecnica sopraffina, mentre Lukaku si distingue per potenza, capacità di finalizzazione e fisicità. Nella scorsa stagione, la loro sintonia si era concretizzata in sei reti costruite insieme: quattro assist dell’argentino per il belga e due nel senso opposto. Ma il loro legame andava oltre i numeri: giocare fianco a fianco creava un’alchimia speciale, percepibile da chiunque li osservasse in campo. Erano una coppia che riusciva a completarsi, trasformando le rispettive caratteristiche in un’arma vincente per la squadra.
Domenica, però, questa sintonia lascerà spazio al confronto diretto. La sfida tra Napoli e Roma non sarà solo una gara tra due squadre, ma anche una resa dei conti tra due ex compagni di squadra. Vederli schierati uno contro l’altro farà sicuramente effetto, soprattutto a chi li ricorda insieme, protagonisti di momenti che sembravano promettere un futuro ancora più luminoso.
Lo scrive Il Messaggero.


