Un po’ come tutti i romanisti, preoccupati per le sorti di una stagione partita nel peggiore dei modi, anche Lorenzo Pellegrini ha sperato nell’arrivo di Claudio Ranieri. L’uomo di Testaccio è il porto sicuro dei giallorossi, tanto in campo quanto sugli spalti, e non ha esitato nemmeno un secondo di fronte a quella richiesta disperata di aiuto.
E al suo arrivo, il terzo in giallorosso, il capitano della Roma pensava di poter riprendere in mano il centrocampo per riscattare sé stesso e la squadra. Tuttavia, la realtà si è rivelata ben diversa. Si è ritrovato ai margini della progetto, perdendo il posto da titolare e la fascia al braccio. “Ha bisogno di staccare la spina” queste le parole di Ranieri, a motivare l’assenza dal campo di Lorenzo Pellegrini.
Nel giro di poche settimane, lo status del centrocampista giallorosso è cambiato drasticamente. La panchina con l’Atalanta rappresenta solo la terza volta in questa stagione in cui non scende in campo da titolare in Campionato. Nelle due precedenti occasioni era stato inserito a partita in corso. Questa volta, però, dopo critiche, fischi e bocciature, il tecnico romano ha preferito schierare Zalewski, El Shaarawy e Soulé, lasciando la spina del capitano giallorosso staccata.
Numeri in calo e futuro incerto: soluzione partenza?
I numeri parlano chiaro: dopo 14 partite, il centrocampista classe 1996 è ancora a zero gol e ha collezionato solo un assist. Un’involuzione notevole rispetto alla scorsa stagione, quando aveva chiuso con 8 reti in Serie A e si era fatto carico della squadra in più occasioni. Ora, però, per Pellegrini è urgente una svolta: se la testa non si libera e le prestazioni non iniziano a migliorare, potrebbe essere costretto a valutare un futuro lontano dalla Roma.
Ma Trigoria è casa sua, “sto male come voi” ha detto ai tifosi nel momento più buio della stagione. Lui per primo vorrebbe ritrovare la luce, quella brillantezza oscurata da difficoltà spesso incomprensibili, perché il talento c’è, e allora perché non riesce a scrollarsi di dosso le paure e ripartire? Con un contratto in scadenza nel 2026 e un curriculum al momento poco appetibile, il futuro sembra più incerto che mai, il suo come quello della Roma. E allora non resta che sperare nel miracolo Ranieri, augurandoci che riesca a essere, oltre che mago e medico, anche elettricista, per sbrogliare i cavi ingarbugliati e riattaccare la spina, tanto dei giallorossi quanto del loro capitano.


