I giallorossi centrano il terzo successo in 42 giorni con un netto 3-0 contro il Braga, confermando una tendenza ormai evidente: cambia l’allenatore, ma non la formula vincente. La Roma lascia il segno senza la prima punta di ruolo. Anche in questa occasione, è stato il centravanti mascherato, impiegato come falso nove , a guidare l’attacco giallorosso.
Paulo Dybala è rimasto in campo fino all’intervallo, tempo sufficiente per indirizzare la gara. È stato il suo movimento a favorire l’azione che ha portato alla rete di Pellegrini, tornato finalmente al gol dopo ventuno partite di astinenza stagionale. Non può essere un caso, dunque, se l’efficacia dell’attacco e al tempo stesso l’equilibrio della squadra coincida con la rinuncia al centravanti. Il sistema di gioco senza punta fissa sembra infatti calzare a pennello per le caratteristiche della rosa giallorossa. Non è una questione legata esclusivamente a Dybala: anche altri interpreti, come Saelemaekers, El Shaarawy, Pellegrini, Zalewski, Soulé, Pisilli, Koné e Baldanzi, sembrano trovarsi a proprio agio in questo schema. Ranieri, nelle ultime due gare, ha saputo sfruttare questa flessibilità tattica per ottenere risultati concreti.
I numeri parlano chiaro: nelle tre partite vinte senza centravanti, la Roma ha realizzato otto gol con otto marcatori diversi – Dybala, Saelemaekers, Mancini, Pisilli, Koné, Pellegrini, Abdulhamid e Hermoso – subendo una sola rete. Anche contro il Braga, l’ingresso di Dovbyk nella ripresa non ha modificato l’inerzia della partita, né ha interrotto il digiuno dell’ucraino, a secco dal 3 novembre nella sfida persa a Verona. A quanto pare la Roma di questi tempi ne può fare a meno.
Lo riporta il Corriere dello Sport


