Artem Dovbyk ha vissuto una serata dal sapore agrodolce a San Siro. L’attaccante ucraino, che il Milan aveva seguito in estate prima di puntare su Alvaro Morata, ha mostrato sprazzi di qualità ma anche limiti che continuano a frenare la sua esplosione definitiva.
La partita contro i rossoneri avrebbe potuto segnare una svolta: il palo colpito nei primi minuti ha sfiorato la rete che avrebbe cambiato l’inerzia del match. Dovbyk, però, è rimasto spesso ai margini del gioco, alternando momenti di utilità nelle sponde e nella costruzione della manovra a fasi di assenza in area avversaria. Il suo contributo più importante è stato l’assist per il gol di Dybala, ma non è bastato per garantirgli la fiducia di Claudio Ranieri fino alla fine.
Sostituito nella ripresa da Shomurodov, l’attaccante ha lasciato il campo con un bilancio che evidenzia un dato chiave: nove gol in 23 partite ufficiali non soddisfano appieno le aspettative della Roma, del tecnico e dei tifosi. Dovbyk ha dimostrato di poter essere un giocatore utile, ma per diventare decisivo nelle grandi sfide serve più incisività e presenza costante nei momenti cruciali della gara.
Il derby contro la Lazio, in programma domenica sera, rappresenta l’occasione ideale per invertire la rotta. Ranieri e i tifosi si aspettano una prestazione di livello, capace di fare la differenza in una partita che va oltre i punti in palio. Il talento c’è, così come il potenziale per essere protagonista in una sfida così importante.
Lo scrive La Gazzetta dello Sport.



È un attaccante normale non da 40 milioni .