“Abbiamo uno staff meraviglioso e di assoluto livello, i risultati sul piano fisico sono sotto gli occhi di tutti”. Claudio Ranieri di recente si è espresso così sul lavoro svolto finora dalla Roma, dai componenti del suo staff e da tutti i soggetti deputati alla fase di recupero, gestione della condizione atletica e allenamenti in generale, che ogni giorno lavorano a Trigoria.
Certo tali dichiarazioni, lette dopo domenica e quindi a seguito dei due stop occorsi a Dybala e Rensch, sembrano meno attuali e quasi da scartare, ma non è proprio così. La dinamica dei problemi accusati infatti dall’argentino (infortunio raro e legato ad una gestualità a freddo come quella del colpo di tacco) e dall’olandese (un sovraccarico da extra fatica per la durissima battaglia del San Mamès), non ricadono certamente in una casistica o in una serie concatenata di infortuni, più o meno della stessa natura, che negli ultimi anni ha attanagliato Trigoria sotto diverse gestioni tecniche.
Dalla serie infinita di guai articolari, alla caduta a grappoli sul piano muscolare che spesso andavano a colpire o il flessore, o l’adduttore etc, la formazione giallorossa negli ultimi 5-6 anni è sempre stata ai primi posti in classifica in Serie A, nella categoria ‘infortuni e ricadute’.

La svolta dall’arrivo di Sertori – QUI LA SCHEDA di SLR
Certamente sul buon andamento stagionale, che ha visto registrare più assenze per attacchi febbrili che per guai muscolari, ha inciso in primis un ricambio della rosa, con il passaggio da gente come Spinazzola, Smalling o Sanches – solo per citarne alcuni – maggiormente predisposta allo stop rispetto a calciatori più giovani e quindi più integri come Soulè, Angelino o Baldanzi.
Età, storico infortuni, buona sorte – anche se il guaio articolare capitato a Saelemaekers a fine agosto di certo non rientra nella dinamica della fortuna – sono variabili certe di questa analisi, ma in questi mesi c’è stato anche uno switch sul piano del lavoro complessivo svolto con i calciatori.
Un’attività diversa, sviluppata a Trigoria dalla scorsa estate, grazie al coordinamento di Mark Sertori, descritto dai bene informati come il vero deus ex machina della struttura medico-atletico-fisioterapica messa su al Fulvio Bernardini.
Arrivato già con De Rossi la scorsa estate, è stata indiscutibilmente una delle migliori intuizioni della famiglia Friedkin. Sertori, con alle spalle un’esperienza ultradecennale al City e in Premier (i contatti con Guardiola sono rimasti quasi quotidiani…), in qualità di ‘Head of Performance’, ha ripreso in mano tale settore e ha saputo coordinare le diverse professionalità coinvolte, apportando anche delle modifiche sul lavoro quotidiano e su quello a medio-lungo termine.
Un mix di riposo, personalizzato per alcuni calciatori, di lavori specifici rivolti alla conservazione e al miglioramento dello standard delle prestazioni individuali, ma anche la comprensione da alcuni dati provenienti da una serie di test atletici svolti periodicamente, che ci fosse il bisogno di variare alcune abitudini di lavoro.
Sertori si è concentrato fortemente sulla stabilità e sulla forza esplosiva, curando nel dettaglio la condizione di alcuni calciatori, così come il recupero dagli infortuni (es. Saelemaekers), sfruttando la palestra non sul semplice potenziamento, ma come strumento rivolto al perfezionamento o alla stabilizzazione di alcune storiche criticità in alcuni casi.
Il direttore del ‘science department’ giallorosso è apprezzatissimo da tutto il gruppo. Ogni calciatore ha pian piano avuto a che fare con Sertori, comprendendo il valore del suo lavoro e la sua capacità anche empatica di rivolgersi ad ogni atleta in funzione delle sue necessità specifiche.
Al di là del dettaglio tecnico, di fatto la Roma in questa stagione sembra aver gettato le basi per una struttura di lavoro, che nelle intenzioni di Sertori dovrebbe essere ulteriormente incentivata e impreziosita con l’aggiunta di alcune professionalità specifiche. L’intento è quello di creare un dipartimento coevo al lavoro dell’allenatore che arriverà e di quelli eventualmente successivi.



Chapeau a Sartori
A forza de dillo se so stuccati già tre giocatori portate sfiga!!!!