Quattro giorni o forse qualcosa in più, se si dovessero contabilizzare eventuali operazioni in uscita nelle ore successive al 30 giugno, per arrivare al primo obiettivo del mandato triennale di Massara.
Il neo direttore sportivo giallorosso, subentrato lo scorso 16 giugno al posto di Ghisolfi, ha la necessità impellente di chiudere i conti con i paletti imposti dall’UEFA, relativi al settlement agreement firmato tre stagioni fa.
L’occhio dell’UEFA sui conti giallorossi proseguirà almeno fino al 30 giugno 2026, nella speranza che la Roma riesca a centrare tutti (o quasi) gli obiettivi prefissati, rendendo i suoi conti più sostenibili e aprendo una nuova stagione di investimenti.
Se lo augura Dan Friedkin, in primis, che vorrebbe già da subito accontentare Gasperini e alimentare questa rinnovata ambizione di successi, declamata nella lettera ai romanisti di qualche giorno fa; ovviamente anche il tecnico di Grugliasco è in attesa di notizie liete, dopo aver fissato gli obiettivi principali del mercato per costruire una prima base solida, su cui innestare il percorso triennale che lo aspetta in giallorosso.
Nei giorni scorsi oltre ai contatti costanti e quotidiani, c’è stato un incontro con Massara per fare il punto della situazione e chiarire de visu al neo direttore sportivo quali siano le priorità. Nel frattempo però il ds come detto è immerso pienamente nella vicenda plusvalenze.

Piani, sentori e possibili sanzioni: cosa rischia la Roma?
Premessa fondamentale: la Roma, giustamente, non ha fatto trapelare la cifra effettiva necessaria per chiudere in pari ed evitare sanzioni dell’UEFA. Una strategia che le permette di non compromettere (ulteriormente) il valore dei calciatori messi sul mercato nelle ultime settimane.
Da Trigoria però non filtra straordinaria preoccupazione su questa vicenda. Ipotizzando che si tratti di una quindicina di milioni di plusvalenze da realizzare entro il fatidico 30 giugno, la società giallorossa confida di riuscire ad avvicinarsi, se non chiudere, in positivo questa prima fase del mercato, per poi ripartire dal 1 luglio con la vera campagna rafforzamenti.
Il dettaglio specifico e particolarmente cavilloso dell’accordo transattivo firmato dalla Roma con l’UEFA nel 2022, lo conosce solo il club. Di certo però la Roma dovrà avere entro la stagione 2025/26 uno scostamento accettabile a livello di “football earnings rule” (la norma che ha sostituito quella legata al break-even”) pari a massimi 60 milioni aggregati per le stagioni 2024 e 2025.
Lo scorso anno la Roma chiuse il bilancio con un -80, ecco perchè in questi giorni dovrà cercare di incentivare il valore delle plusvalenze, da sommare a quelle già realizzate con alcune operazioni come Dahl e Zalewski.
Ma quali sono i rischi concreti? Esclusa sicuramente la sanzione più afflittiva, cioè la mancata partecipazione alle coppe europee, l’eventualità più probabile ad oggi è il pagamento di un’ammenda pecuniaria, che di fatto si tramuterebbe – come già avvenuto nello scorso biennio – in una cifra X che verrebbe trattenuta dai proventi della prossima Europa League.
Due anni fa lo scostamento finale al 30 giugno costò 2 milioni, lo scorso anno 3 milioni.
La seconda ipotesi, nel caso in cui la Roma non riuscisse di fatto a cedere nessuno di utile da qui al 30 giugno, è la riduzione della rosa da iscrivere nella lista UEFA della prossima Europa League. Situazione che però Massara spera di scongiurare, riducendo tutto ad una eventuale multa economica, che i Friedkin hanno già dimostrato di pagare senza grandi problemi.
Altro tema invece è il c.d. ‘Transfer Balance’ o ‘List Balance‘: un parametro restrittivo che nei primi due anni dell’accordo con l’UEFA ha imposto alla Roma una graduale ma drastica riduzione dei costi relativi al gruppo squadra (somma ammortamenti, commissioni e ingaggi lordi) abbinata all’obbligo di chiudere in attivo rispetto all’anno precedente il mercato. Dalla scorsa estate questo paletto è stato rimosso, ma con la condizionale. Ciò significa che se ci sarà uno scostamento eccessivo, è possibile che l’UEFA imponga nuovamente questa ulteriore restrizione che complicherebbe i piani di Massara sulla prossima finestra di mercato.
Al termine della prossima stagione, l’UEFA inizierà una valutazione complessiva sull’operato del club nell’ultimo quadriennio. La società, in costante contatto con l’organismo continentale, ha ampiamente dimostrato collaborazione e di aver intrapreso un piano di sostenibilità, riducendo costi di gestione e quindi deficit complessivo. A titolo di cronaca è giusto ricordare che nell’accordo transattivo, l’UEFA si è riservata la possibilità di applicare una delle seguenti sanzioni a seconda dell’entità della violazione che verrà complessivamente valutata al termine del quadriennio:
- multa;
- Limitazione del numero di giocatori nella stagione 2027/28;
- Divieto di tesseramento di nuovi calciatori nella stagione 2027/28;
- Esclusione dalla prossima competizione UEFA per club per la quale altrimenti si qualificherebbe nelle successive tre stagioni a partire dalla stagione 2027/28.



avete rotto il caxxo co sto fpf e multe, ma a me che caxxo me ne importa di queste rotture di kojoni, i friedkin sono molto ricchi cacciassero i soldi, si vendesse la moglie che caxx me ne importa…pagasse la multa!
ad ogni calcio mercato ricominciata co sta solfa.
Se non vogliono cacciare i soldi vendessero, io sono tifoso della ASROMA non dei friedkin.