I principi di Gasp e il cuore di Lollo: il derby è giallorosso

La Roma vince il derby, con un pizzico di fortuna nel finale, ma anche con l'audace mossa di Gasperini di puntare sul recupero di Lorenzo Pellegrini e sui suoi principi. E i romanisti tornano a godere...

Pellegrini, Mancini, Lazio-Roma

L’imprevedibilità del calcio è intrinsecamente la sua bellezza più autentica. Nonostante sia un gioco sempre più vivisezionato, calcolato al pc, definito nei suoi dettagli più specifici. Lorenzo Pellegrini, da reietto e separato in casa a risorsa utile, vitale per vincere un derby, ancora con una sua rete decisiva. Alzi la mano chi ci credeva? Magari tanti tifosi più silenti rispetto a quella parte rumorosa che soprattutto sui social, lo hanno ormai indicato come un ex giallorosso.

Gasp invece lo aveva fatto ampiamente capire, dal minuto uno successivo alla fine del mercato: “Devo recuperarlo perchè è un giocatore forte”. Lo ha caricato psicologicamente, lo ha iniziato ad allenare con la prospettiva di restituirlo sicuramente alla Nazionale in vista del Mondiale, alla Roma si vedrà. E Lollo ne ha preso atto, come della volontà da parte della società di non rinnovare, non ha fatto polemiche pubbliche e private anche sulla storia della fascia, ha lavorato per recuperare e il campo lo ha ripagato.

C’è del buono in questa storia, quasi da serie su Netflix, perchè il ragazzo è un buono d’animo, lo ha dimostrato anche dopo la partita. Nessun sassolino da togliersi, solo la voglia di dare una mano alla squadra che ama, da capitano senza fascia, semplicemente da romanista.

Manu Koné

La partita è quasi un’opera d’arte tattica di Gasperini, che convince i suoi dopo l’abulica prova col Toro, che si può mettere in campo il suo calcio. Pressioni alte, gestione perfetta delle spaziature, capacità di riempire l’area di rigore soprattutto dal gol di Pellegrini in poi.

I difetti restano, come le diverse occasioni reali e potenziali sprecate ma soprattutto come quei 10 minuti finali dove in superiorità numerica la paura di subire il pari, anche dopo 5 cambi, ha sovrastato la fatica e la lucidità fin lì viste. L’incrocio finale di Cataldi, motivo in più ad alimentare lo sfottò da derby, è invece un gentile regalo delle sorte (l’imponderabile di cui sopra…), che però suona come un campanello d’allarme per Gasperini, uomo lucido e fermo sulle sue idee: “Dovrò capire come evitare un finale così, è il primo pensiero che avrò stasera”. C’era bisogno di un timoniere così al comando, ora seguitelo…

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Ascanio
Ascanio
5 mesi fa

C’è stato un acconimento contro Pellegrini ingiustificato alla fine è un centrocampista trequartista che sa segnare e di gol ne ha fatti tanti e questo è quanto

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