Alla vigilia della sfida di Champions League tra Chelsea e Benfica, José Mourinho è tornato a parlare del suo passato a Londra. Nella consueta conferenza stampa, lo Special One ha ripercorso la sua storia con i Blues, senza nascondere l’orgoglio per i trofei conquistati insieme ma sottolineando come oggi il suo obiettivo sia esclusivamente quello di guidare il Benfica. Di seguito le sue dichiarazioni.
Che ne pensa del Chelsea?
“Il Chelsea di Abramovich, il mio Chelsea, il Chelsea che abbiamo costruito e che è durato molti anni, era un club vincente. Vinceva tutto con me e poi con Ancelotti, con Conte e con Tuchel. Il Chelsea era una macchina da vittorie. Ogni stagione, il Chelsea vinceva. Poi c’è stato un grande cambiamento, con investimenti folli e un periodo di alcuni anni in cui sembrava avessero perso la direzione. Per chi ama il club, è stato difficile“.
Che effetto le fa sfidare il Chelsea?
“Il Chelsea è storia, ma non fa parte del mio presente. In campo la storia non conta, l’importante è vincere. Sono qui per aiutare i miei giocatori e i tifosi, più che pensare a me stesso. Se un giorno mi alzassi senza gioia di allenare o senza tristezza per una sconfitta, sarebbe la fine“.
Il suo rapporto con Chelsea al giorno d’oggi?
“Anche se in fondo sarò sempre un po’ Blue, io faccio parte della loro storia e loro della mia. Ma ora ho un compito da svolgere e voglio vincere“.
Un giudizio su Maresca?
“Enzo ha portato le sue idee e si è adattato alla filosofia del club. La Conference League è una coppa facile da vincere con un grande club, io ci sono riuscito con la Roma, ma finalmente rivedo il Chelsea sulla giusta strada“.


