“Non riesco più nemmeno a tifare la Nazionale”. Parole sorprendenti ma sincere, quelle di Cristiana Capotondi, attrice romana e per anni anche figura dirigenziale nel calcio italiano. Ospite sul red carpet del Festival del Cinema di Roma per l’evento solidale Best Movie Worlds, Capotondi ha raccontato a Roma Today il suo nuovo rapporto con il pallone.
“Sono diventata laica”, ha spiegato, confessando di aver perso quel trasporto che per anni l’ha legata non solo alla Roma ma al calcio in generale. Una trasformazione interiore che, dice, è maturata dopo l’esperienza diretta all’interno delle istituzioni sportive: vicepresidente della Lega Pro tra il 2018 e il 2021, e poi capo delegazione della Nazionale femminile nel 2020.
Il punto di rottura? L’addio di Francesco Totti. “Sono entrata nel tifo quando Totti ha iniziato a giocare nella Roma. Il fatto che nel 2017 abbia lasciato è stato come se si fosse rotto un incanto. Credo che questo sentimento appartenga a molti romanisti”.
Una riflessione che tocca il tema dell’identità e del legame con la maglia, che secondo Capotondi oggi sembra affievolito: “Quando guardo la Roma mi aspetto non dico Totti, ma De Rossi; non dico De Rossi, ma Florenzi. Una gradualità di romanità. Ora mi trovo un po’ disorientata.”


