La corsa Scudetto, il confronto con i grandi tecnici del passato e l’attualità del calcio italiano, con uno sguardo al futuro di Daniele De Rossi: sono questi i temi affrontati da Sebino Nela, storico difensore del Grifone e della Roma, in un’intervista a La Gazzetta dello Sport. L’ex campione d’Italia si è concentrato in particolare sulle ambizioni giallorosse sotto la guida dell’allenatore che più lo ha colpito.
Nela, infatti, non nasconde la sua ammirazione per Gian Piero Gasperini: “Lo considero tra i più bravi in Europa. Non esagero. A Bergamo e anche a Genova ha fatto vedere grandi cose, è un allenatore top“. Tuttavia, l’ex terzino ridimensiona le aspettative di una vittoria finale per la Roma, legandole al valore della rosa: “Non so cosa potrà fare quest’anno. Credo che se la Roma arriverà al quarto posto avrà fatto un grande campionato, perché Inter, Milan, Napoli e Juventus hanno rose più forti“.
Genoa, De Rossi e la società giallorossa
Il discorso si sposta poi su Daniele De Rossi, ripartito dalla panchina del Genoa. Nela, che conosce bene l’ambiente ligure, spera in una lunga carriera per l’ex capitano: “Spero che inizi qui una lunga carriera. La piazza la conosciamo bene. Credo si possa trovare bene, abituato da 40 anni vissuti a Roma“. Nela paragona l’intensità di Genova a quella di Firenze: “Sono città che ti danno molti stimoli. Sai benissimo dove vai, sai che non sarà una passeggiata. Caratterialmente Daniele è un ragazzo forte, non si fa problemi. Si esalterà a Genova se le cose dovessero andare benino“.
Si è discusso tanto di gestione societaria e investimenti dall’estero, l’ex difensore parla quindi di cambiamento d’epoca, commentando i presidenti stranieri come i Friedkin e Sucu: “Stiamo parlando di epoche diverse. Una volta il calcio era più sostenibile. Sono finiti i tempi di Berlusconi e Moratti, dei grossi imprenditori“.
Dagli esempi ai maestri: passato e presente di Sebino Nela
Con un salto indietro nel tempo, Nela torna poi ai suoi anni in campo per ricordare i suoi maestri. A chi gli chiede se Liedholm sia stato il più grande, risponde citando un parterre di tecnici di altissimo livello: “Ho avuto tanti allenatori bravi. A livello caratteriale devo moltissimo a Gianni Di Marzio, il mio primo allenatore al Genoa. La parte più tattica e tecnica la devo a Liedholm. Sono diventato un calciatore completo a 22 anni. Poi non posso dimenticare gli altri. Gigi Simoni, Eriksson, Radice, Ottavio Bianchi, ho imparato un po’ da tutti”. Una menzione speciale va al Barone: “Liedholm è stato un personaggio meraviglioso. Non esiste oggi un allenatore che può avvicinarlo“.
Infine, si torna al presente. L’ex difensore chiude il cerchio sottolineando le differenze tra Roma, la città dove vive da anni, e Genova: “Roma offre più opportunità. È bellissima, meravigliosa. Forse la più bella città del mondo, un bel clima e si mangia benissimo”. Ma la piazza è una delle più importanti, soprattutto in termini di aspettative: “Non è una piazza difficile. Io mi arrabbio quando sento dire che qui non si può vincere. Qui si vince come dalle altre parti se le società mettono mano al portafoglio“. A chiudere, l’augurio finale a De Rossi per un successo duraturo: “Tutti hanno deciso di fare gli allenatori, mica tutti possono andare al Real Madrid. Ci vuole un pizzico di fortuna. Auguro a Daniele una lunga carriera”.




