Palladino e la Roma, storia di un matrimonio sfiorato: il retroscena

Palladino nelle idee di Lina Souloukou avrebbe dovuto sedere sulla panchina della Roma al termine della stagione 24-25, prima che i Friedkin annunciassero il rinnovo di De Rossi

Palladino

Domani a Bergamo Gasperini ritroverà il suo passato, quello stadio che ha celebrato risultati epocali per la storia della piccola Atalanta, divenuta grande sotto la sua gestione. Le qualificazioni in Champions (ben 5 e quasi sempre ai danni della Roma…), il trionfo in Europa League a Dublino, ma anche incassi record per il club bergamasco guidato dalla famiglia Percassi, con oltre 600 milioni di plusvalenze generati nel corso dei suoi nove anni in nerazzurro.

Sulla sua vecchia panchina troverà seduto Raffaele Palladino. Suo ex calciatore, uno di quei ‘figliocci calcistici’ si usa dire nel gergo pallonaro, che al pari di Thiago Motta, Ivan Juric e diversi altri ha detto più volte di essersi ispirato al modello Gasp. Il modulo è quello sin dagli albori della carriera a Monza: il 3-4-2-1, declinato poi con formule e principi non del tutto aderenti al calcio di Gasperini, per sua natura quasi inimitabile.

Quel Palladino che un anno fa, con la Fiorentina, stravinse contro la Roma di Juric – al quale a sua volta poi è succeduto in casa Dea recentemente – spedendo i giallorossi alle soglie della zona retrocessione. Un anno fa, di questi tempi, tra Fiorentina e Roma c’erano 12 punti di differenza, poi con la rincorsa clamorosa di Ranieri il dato si è quasi ribaltato nel girone di ritorno. Un anno dopo è l’Atalanta a rincorrere la formazione di Gasp, per la prima volta dopo tantissimi anni a questo punto della stagione. Insomma corsi e ricorsi storici, destini che si incrociano e svolte calcistiche spesso improvvise.

C’è però un ulteriore elemento che impreziosisce questo big match di campionato, denso di contenuti emotivi ed extracalcistici.

Palladino vs De Rossi

Palladino era il candidato forte di Lina Souloukou

Raffaele Palladino è stato un candidato forte, molto forte alla panchina della Roma. Nella tarda primavera dello scorso anno infatti, l’ex amministratrice delegata giallorossa Lina Souloukou (oggi al Nottingham Forest), aveva immaginato e lavorato su questa ipotesi. Erano le settimane in cui De Rossi stava sorprendendo tutti con i suoi risultati in panchina, ma anche dei primi scricchiolii interni nei rapporti tre le parti. Con la proprietà molto distante in quel frangente, la dirigente greca non convinta di rinnovare il contratto di DDR, stava orchestrando un clamoroso ribaltone: Modesto ds prima dell’avvento di Ghisolfi e Palladino in panchina. 

L’idea era quella di scegliere sempre un tecnico giovane, ma un po’ più esperto rispetto all’ex capitano romanista, in grado di poter supportare un percorso di totale ringiovanimento della rosa.

Non è un mistero che l’ex Ad giallorosso ebbe modo di incontrare più volte sia Galliani, sia gli avvocati di Palladino nelle settimane antecedenti al rinnovo di De Rossi che poi fu pubblicamente preannunciato da Dan e Ryan Friedkin, anche in maniera irrituale e sicuramente contro la volontà di Lina Souloukou alla vigilia della sfida di ritorno di Europa League contro il Milan.

Palladino terminò poi la stagione a Monza, salvando il club lombardo e si trasferì a Firenze, mentre il 1 luglio la Roma annunciò il contratto triennale di De Rossi, salvo decidere di esonerarlo prematuramente a settembre. Il resto è storia recente…

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