L’impatto di Donyell Malen sulla Roma ha sorpreso per rapidità ed efficacia, con cinque reti in appena cinque presenze. Le doppiette realizzate contro il Cagliari allo Stadio Olimpico e contro i campioni d’Italia del Napoli al Maradona non hanno solo rilanciato le ambizioni della squadra, ma hanno anche certificato la bontà di un’operazione economica che appare decisamente vantaggiosa.
Arrivato dall’Aston Villa a gennaio in prestito oneroso – 2 milioni – il numero 14 sarà riscattato per ulteriori 25 milioni, con il club di Unai Emery che si è garantito anche il 10% sulla futura rivendita. La Roma non ha dubbi: l’intenzione è trattenere l’olandese a titolo definitivo a prescindere dalle clausole di obbligo, legate al piazzamento europeo e al raggiungimento del 50% delle presenze.
Roma, Malen e gli acquisti del passato: il bilancio
Analizzando gli investimenti effettuati dalla Roma per le punte centrali nelle ultime stagioni, il rapporto tra costo del cartellino e rendimento immediato di Malen evidenzia un’efficienza finora sconosciuta ai precedenti acquisti. Nella stagione 2021/22, la società investì pesantemente su Tammy Abraham, prelevato dal Chelsea per 41 milioni di euro, e su Eldor Shomurodov, arrivato dal Genoa per 19,6 milioni.
L’anno successivo la strategia virò sui parametri zero con gli innesti di Andrea Belotti e Ola Solbakken, operazioni che tuttavia non portarono l’apporto realizzativo sperato. Nella stagione 2023/24 si è fatto ricorso a prestiti come quello di Romelu Lukaku, costato 5,8 milioni di euro solo per il trasferimento temporaneo, e di Sardar Azmoun. L’ultimo grande investimento prima dell’olandese è stato Artem Dovbyk, acquistato dal Girona nell’estate 2024 per 30,5 milioni di euro. Rispetto ai 41 milioni spesi per Abraham o ai 30,5 per Dovbyk, i 25 milioni per il riscatto di Malen rendono l’operazione un potenziale punto di svolta per le casse e per il campo, consegnando a Gian Piero Gasperini un giocatore il cui valore di mercato è già in netta ascesa.



