Garzya a SLR: “Totti è la Roma, merita un posto in società. È l’anno buono per tornare in Champions”

In esclusiva le parole di Garzya: "La Roma per me ha sempre rappresentato un sogno da quando ero ragazzino"

Garzya

Luigi Garzya ha vestito la maglia della Roma per tre stagioni. L’ex difensore giallorosso ha collezionato 77 presenze con il club capitolino dal 1991 al 1994. Nella sua carriera ha indossato anche la maglia della Cremonese – dal 1994 al 1996 – e in vista del match di campionato tra le sue due ex squadre abbiamo avuto l’opportunità di parlare con lui di calcio, di Roma, di Francesco Totti e tanto altro.

Com’era la sua Roma? Che ricordo conserva dei tifosi?
“Ricordi indelebili. La Roma per me ha sempre rappresentato un sogno da quando ero ragazzino. La capitale d’Italia, i colori giallorossi… ogni volta che andavo all’Olimpico mi emozionavo. Nel famoso Roma-Lecce 2-3 io avevo 16 anni ed ero in panchina, rimasi estasiato da tutto quell’amore. E un giorno si è avverato il tutto: l’esperienza è stata bellissima, Roma è la città più bella del mondo e posso avere solo ricordi belli”.

Cosa rende, secondo lei, Roma una piazza diversa dalle altre?
“L’amore viscerale. A Roma si parla di calcio sette giorni su sette, c’è un amore morboso e folle anche quando le cose vanno male. I tifosi vivono per la Roma”.

Tra le varie figure che ha avuto modo di conoscere nella sua esperienza a Roma c’è Totti. Che ne pensa di un suo possibile ritorno in società? In che ruolo lo vedrebbe bene?
“Oltre a Totti ho avuto l’onore di condividere lo spogliatoio con un’altra leggenda che voglio ricordare, che è Giannini. Chiaramente Totti è la storia di questo club, era impensabile vederlo lontano da Trigoria per sempre. Totti è la Roma e la Roma è Totti, non mi spiegavo come una figura così emblematica potesse stare fuori dai ranghi. Non so quale sia il ruolo più congeniale, l’importante è che entri nella società e poi il resto si vedrà più avanti”.

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Garzya: “Gasperini ha portato entusiasmo”

Che idea si è fatto della Roma e di questi primi mesi di Gasperini da tecnico giallorosso? Può essere l’anno giusto per tornare in Champions?
“Da tifoso della Roma mi auguro che si possa tornare in Champions. Quest’anno credo possa essere quello giusto, Gasperini ha portato entusiasmo oltre che tanta qualità e sa che ha a disposizione una squadra che può raggiungere questo obiettivo”.

La Roma sembra cambiata con Malen. I nuovi acquisti hanno dato linfa vitale all’attacco.
“Uno come Malen serviva. La Roma era stata anche sfortunata in attacco perché Dovbyk e Ferguson sono stati spesso infortunati. Lo stesso Dybala, per quanto forte, è mancato e manca tutt’ora molto spesso. Malen è un giocatore forte ed è un punto di riferimento per l’attacco. La Roma ha la miglior difesa del campionato e Malen è la ciliegina sulla torta. Ci sono i presupposti per rivedere finalmente questa squadra tra le prime quattro”.

Celik, El Shaarawy, Pellegrini e Dybala. Di questi giocatori in scadenza chi rinnoverebbe e chi saluterebbe?
“Parliamo di giocatori importanti. El Shaarawy è stato fondamentale in questi anni sia in campo ma anche a livello di spogliatoio. Celik ha fatto fatica i primi anni ma dall’arrivo di Ranieri sta facendo grandi cose, è un nazionale turco ed è normale che in scadenza cerchi di battere cassa. Può fare il terzo, può fare il quinto di centrocampo ed ora ha mercato. Pellegrini è cresciuto nella Roma, è un giocatore importante ma come per tutte le cose c’è un inizio e una fine. Di questi terrei soltanto Celik, Dybala non si discute ma c’è sempre il punto interrogativo sulla sua condizione fisica. Se Dybala non fosse stato il giocatore fragile che abbiamo avuto modo di vedere gli avrei fatto il contratto a vita. Ma se la Juventus scelse di privarsene a parametro zero evidentemente c’era qualcosa che non andava…”

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Garzya: “Occhio alla Cremonese, giocherà con il coltello tra i denti”

Lei ha vestito anche la maglia della Cremonese. Pensa che la squadra di Nicola possa mettere in difficoltà la Roma domenica?
“Io credo di sì. Ormai tutte le squadre giocheranno la partita della vita. Nel girone di ritorno non c’è più tempo per fare esperimenti e gli obiettivi vanno raggiunti. La Cremonese proverà a fare una grande partita, adesso la zona salvezza coinvolge tante squadre. Dal Cagliari in giù è tutto apertissimo”.

Com’è la vita lontana dai riflettori? Le manca il calcio giocato?
“Sono felice perché ho vissuto forse il calcio più bello. Negli anni ’90 e il 2000 il campionato italiano era il più bello al mondo e ci giocavano i calciatori più forti del pianeta. Non posso avere rimpianti, anzi devo essere grato alla vita per aver fatto questo lavoro che sognavo di fare sin da bambino. Sono felice di quello che ho fatto, adesso ho un’altra vita e mi occupo di altro ma non sono un nostalgico”.

Adesso si sta dedicando ai giovani. Ci parli dell’ASD Polisportiva San Cesario.
“È una bella attività perché ho a che fare con i giovani. Parliamo dai primi calci fino agli Under 16 e io amo stare con loro. Cerco di insegnare soprattutto ai più grandi quello che ho imparato dagli allenatori che ho avuto durante la mia carriera, cerco di trasmettergli i valori giusti ed è una cosa molto bella”.

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