Fabrizio Lucchesi, ex dirigente giallorosso con Franco Sensi, ha parlato dei giallorossi: le sue dichiarazioni
Ha parlato Fabrizio Lucchesi, ex dirigente giallorosso con Franco Sensi. Intervistato sulle frequenze di New Sound Level 90FM, ecco le sue idee sulla Nazionale e sui giallorossi:
Quante responsabilitĆ hanno i club nella doppia debacle della Nazionale?
āLa due parti devono collaborare. Va rifondato il sistema dalle fondamenta: va bene la Serie A a 20 squadre? Io credo che le due parti debbano agire insieme, entrambe devono fare qualcosa. Lāattuale modello del calcio professionistico in Italia evidentemente non funziona molto bene perchĆ© tutte le squadre sono eccessivamente indebitate. Non ĆØ un caso che le più grandi famiglie italiane siano uscite e stiano uscendo piano piano dal calcio. A questo problema si sovrappone un problema tecnico perchĆ© una grossa percentuale dei giocatori che giocano in Italia sono stranieri e cāĆØ poco spazio per gli italiani. I club sono attivitĆ private che cercano di fare il proprio modello di business, ma la federazione poi deve costruire una Nazionale competitiva a livello Internazionale. Se non ci si mette dāaccordo per creare un modello tale che sia funzionale per far crescere il calcio italiano a partire dai vivai il sistema ĆØ destinato ad implodere. Bisogna mettere in discussione alcuni sistemi: la serie A a 20 squadre va bene? La serie C a 50 squadre va bene? Bisogna ricostruire dalle fondamenta.ā
Sul ruolo dei procuratori nel calcio di oggi:
āVanno cambiati i comportamenti. Inaccettabile il miliardo di euro speso ogni anno in Europa tra commissioni e transazioni. Sicuramente sono eccessivi i compensi per questa categoria. Io sono 41 anni che faccio il dirigente sportivo e non ho mai visto un procuratore puntare la pistola a un presidente. Il problema si risolve mettendo in atto un comportamento differente, non ĆØ sempre necessario avere una filiera di intermediari perchĆ© si ĆØ venuto a creare un sistema che non va bene. Veniamo da 15 anni in cui i presidenti hanno concesso sempre più spazio alla figura dellāintermediario. In Europa si spende un miliardo di euro lāanno per transazioni e commissioni e cosƬ non può funzionare.ā
AS Roma, il vivaio, i Friedkin e Mourinho:
āGrazie a Bruno Conti la Roma ha un vivaio dāelite. Bene Mourinho ma ora i Friedkin devono dargli giocatori forti. La Roma rappresenta unāeccezione sul piano del settore giovanile. Bruno Conti ĆØ un fuoriclasse del settore giovanile, quello che ha fatto con la Roma negli ultimi 25 anni ĆØ un lavoro unico solo considerando il numero di giocatori prodotti e il fatto che con le loro plusvalenze la Roma si ĆØ sostenuta dal punto di vista economico in questi anni. I Friedkin si sono presentati bene, hanno fatto questo colpo mediatico importantissimo con Mourinho ma adesso manca ancora qualcosa, per diventare grande la Roma ha bisogno di grandi giocatori. Io credo che loro non vogliano riempire la societĆ di dirigenti, ĆØ questa la via che loro perseguono. La Roma sicuramente si qualificherĆ per le coppe europee, ma non ĆØ chiaro cosa succederĆ lāanno prossimo. SI crescerĆ ? O si venderanno i giocatori per fare cassa? Vediamo che tipo di stabilitĆ daranno i Friedkin. Mourinho ĆØ un grande allenatore che si ĆØ sempre distinto nella gestione dei campioni, se non ha campioni di certo non ĆØ il suo mestiere quello di fare il formatore.ā
Hai qualche rimpianto per operazioni non andate in porto?
āBuffon e Cannavaro nel 2003 erano della Roma. Poi si ĆØ inserita la Juve e il Parma si ĆØ rimangiato tutto⦠Nella carriera di un dirigente sportivo ci sono tante occasioni che non si concretizzano. Per un giocatore inserito in rosa ne sono stati seguiti almeno 10 e trattati almeno 3. Unāoperazione che mi ĆØ dispiaciuto non si sia concretizzata con la Roma fu quella che riguardava lāacquisto per Buffon e Cannavaro concluso dal presidente Sensi. Poi da Parma si rimangiarono tutto perchĆ© intervenne la Juventus, altrimenti la Roma lāanno dopo lo scudetto avrebbe avuto in squadra due fenomeni di quel calibro.ā


