Julio Baptista è diventato iconico a Roma grazie a Carlo Zampa e quel “vattene via!”. L’ex attaccante brasiliano a Fanpage ha rilasciato una lunga intervista in cui ha parlato anche del suo passato nella Capitale. “Il soprannome nasce per caso. Una spallata e al Ramón Sánchez Pizjuán hanno iniziato a cantare “La Bestia”. Da allora non mi ha più lasciato”, ha esordito così il classe ’81.
“C’erano tanti brasiliani, anche di nazionale, che mi chiamavano continuamente. Alla fine andai ed ero molto felice”, ha raccontato in merito al suo arrivo nella Capitale. Poi ha aggiunto: “Tra le giocate indimenticabili scelgo il gol contro la Lazio, per il peso e l’importanza della partita”.
Baptista: “Da Ranieri ho imparato molto. Non mi sono mai confrontato con il telecronista”
Baptista non ha mai avuto un rapporto idilliaco con Claudio Ranieri, ma l’attaccante brasiliano lo ammira: “Un allenatore esigente, con leadership. Da lui ho imparato senz’altro molto“. Poi sul periodo nella Capitale ha aggiunto: “Il mio periodo a Roma nel complesso è stato bello, ma mi sono sentito tradito. Credo ci fosse una campagna perché me ne andassi: dopo Totti ero il secondo o terzo con lo stipendio più alto, e non giocando questo creava pressioni. L’ho gestita bene: queste cose ti fanno crescere”.
Baptista ha concluso tornando su quel “vattene via” urlato in telecronaca per una scelta sbagliata in un Roma-Parma. “Nessun chiarimento con il telecronista. E nessun rimpianto. Nel mondo c’è sempre gente cattiva. La cosa peggiore per loro è non dargli importanza”. Ha poi concluso aggiungendo: “La critica va bene ma non per ferire”.




