Bove: “Il legame con la Roma c’è da sempre e non finirà mai”

Le parole dell'ex centrocampista giallorosso Edoardo Bove, nuovo giocatore del Watford: "Pronto per questa sfida"

Bove

Dopo la rescissione consensuale con la Roma, Edoardo Bove ha iniziato un nuovo capitolo della sua vita. L’ex centrocampista giallorosso, infatti, veste ora la maglia del Watford, club che milita nella Championship inglese. Il classe 2004 si è raccontato in una lunga intervista a Il Corriere della Sera ed ha parlato delle sue condizioni: “Sto imparando a conoscere il mio nuovo corpo. Ho capito come accettare ciò che mi è successo. Ci convivo senza problemi e sono felice di essere qui. Il Watford non è una seconda scelta, è una sfida. Questa è una squadra competitiva, che ha un obiettivo chiaro, quello di tornare in Premier. Per me è il posto giusto“.

Bove ha poi parlato delle difficoltà alle quali ha dovuto far fronte dopo l’incidente in Fiorentina-Inter e di come sta imparando a conoscere il suo nuovo corpo: “Ho pensato di smettere. Ci sono momenti così. Puoi solo accettarli. Queste emozioni negative fanno parte di te: ti dici, Edoardo, andiamo avanti, un giorno alla volta, e facciamo del nostro meglio. All’inizio quando ho cominciato a correre, sei sette mesi fa, quando mi sentivo il cuore che batteva veloce me ne rendevo conto, ci pensavo. È l’aspetto psicologico. È chiaro che dopo un evento del genere hai pensieri diversi, ma devi abituarti. Non ho paura. Il mio problema si è verificato all’età perfetta, non ero troppo giovane per capire cosa mi stava successo o troppo anziano per ricominciare. Ho consultato diversi esperti, siamo arrivati alla decisione che posso riprendere a giocare. Mi tengo sotto controllo“.

Serie A, Roma-Sassuolo, Edoardo Bove

Bove: “Il defibrillatore? Sarebbe stato peggio avere un problema al ginocchio…”

Bove ha poi spiegato il perché della sua scelta: “Cercavo una squadra dove sarei stato felice e mi sarei sentito a mio agio ed è per questo che ho scelto di venire qui. Con lo staff medico e tecnico stiamo facendo tutto il possibile per tornare in campo in tempi brevi, anche se è difficile dire quando sarà. È molto bello far di nuovo parte di una squadra, conoscere i giocatori, lo spogliatoio. Mi mancava“.

Bove ha poi concluso svelando di essersi scambiato qualche messaggio con Eriksen: “Si, ci siamo scambiati vari messaggi. Il defibrillatore ora è parte di me, anche se non gli ho dato un nome… È come un telefono, un po’ più piccolo, tra le costole e la pelle. Si sente al tocco, senza la maglietta si vede, ma non mi dà alcun problema. Il primo mese, dopo l’intervento, ho dovuto abituarmi. Credo che sarebbe peggio avere un problema al ginocchio. La diagnosi c’è ma preferisco resti privata. Quella che sto vivendo è una seconda chance con la vita, non solo col calcio. Quando fai il calciatore non ti chiedi mai perché fai questo mestiere, da piccolo sai che stai facendo la cosa più bella al mondo. Quando per un periodo sei costretto a vivere senza, ti manca, ti rendi conto che è una tua vera passione. Continuerò a cercare di riempire la mia vita di cose che mi piace fare“.

Bove

Bove: “Con la Roma ho un legame che non finirà mai”

Ai microfoni di Sky Sport ha poi racontato come è nata la trattativa con il Watford:L’ultima giornata della scorsa stagione: con la Fiorentina giocavamo a Udine, una partita pesantissima per entrare in Conference. Atterro a Trieste, ma non trovo un taxi per raggiungere la squadra a Udine. Poi mi sento toccare alle spalle e un uomo in giacca e cravatta si presenta: ‘Sono Luca Nani, il direttore di Udinese e Watford. Se vuoi ti diamo un passaggio fino a Udine’. Non lo conoscevo ma era vestito come un direttore quindi ho pensato: “Va bene, fidiamoci, al massimo conosciamo una nuova persona”. Durante il tragitto mi propone di andare a giocare con loro. lo in quel periodo nemmeno pensavo a tornare a giocare perché ancora non avevo neanche finito i controlli, ma per me quello fu un segno del destino. Ho voluto pensare che dovesse andare così. Sono davvero felice di aver preso questa scelta e quel volo”.

Infine, un passaggio sul suo addio alla Roma:È stato breve perché a parole penso sia difficile ringraziarli per l’affetto che mi hanno sempre dimostrato. C’è questo legame indissolubile e difficile da descrivere se non sai usare le parole giuste. Già il primo distacco quando sono andato alla Fiorentina è stato molto duro ma di grande crescita, perché lasci casa per la prima volta. La risoluzione del contratto è stata quasi obbligata per tornare a giocare. È stata una grande emozione tornare all’Olimpico e salutare i tifosi. Questo legame c’è da sempre e non finirà mai”.

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