Quel motore inesauribile con bandierina brasiliana sull’alettone, che ha finito in crescendo la scorsa stagione, sembra essersi un po’ inceppato. Wesley proverà a sfruttare la sosta per le nazionali, al fine di ritrovare la forma fisica migliore e magari affinare anche alcuni dettagli tecnici.
Contro l’Inter, soprattutto nei primi 50 minuti, è stato protagonista di una gara enorme sul piano del ritmo, di fatto schermando e impedendo a Dimarco di diventare padrone della corsia. Poi nella ripresa un drastico calo e una disattenzione fatale in occasione del pari nerazzurro. La scelta di Gasperini di riportarlo a destra, ha avuto sicuramente una matrice di natura tattica ma forse anche psicologica. Perchè in assoluto Wes, come amano chiamarlo tutti a Trigoria, finora non ha ripetuto nella continuità di rendimento, le prestazioni della scorsa stagione.
Un’annata in cui ha messo a segno 5 reti, con una seconda parte di campionato dove si è notata la sua presenza e soprattutto la sua assenza.

Tanti infortuni, serve maggiore continuità
A proposito del capitolo infermeria: un tema da investigare forse in maniera più approfondito è quello legato agli infortuni. Complessivamente Wesley ha accusato sei problemi di varia natura e gradazione nel 2025, con 81 giorni di stop totali, di cui il più grave però – fortunatamente per la Roma – quello a ridosso dell’inizio del Mondiale. Quest’estate è tornato subito a disposizione per l’inizio del ritiro ma poi già in questo incipit di campionato è stato prima lasciato a riposo per la sfida di Torino a causa di una contusione alla caviglia e ora salterà nuovamente la convocazione col Brasile, per un risentimento muscolare. Dunque in appena 14 mesi dal suo sbarco in Europa, siamo già a 8 interruzioni.
Al di là della pesantezza o meno dei problemi, è la casistica in qualche modo che deve far accendere i fari in vista del prosieguo della stagione. Tre settimane a Trigoria consentiranno allo staff di Gasperini di studiare un protocollo personalizzato di lavoro che gli consenta di ripulire tutti i circuiti, per restituirlo al ritorno in campo a Como (campo dove fu ingiustamente espulso un anno fa), totalmente a regime.
Resta sullo sfondo anche l’aspetto tecnico, relativo ai passaggi vincenti: due assist un anno fa, uno – a Lecce – in questa stagione. Se si ambisce ad un salto di qualità complessivo, che coinvolga ogni singolo tra vecchi e nuove, anche il brasiliano deve cercare di alzare il livello di contributo ai gol della squadra, considerando il tasso di pericolosità della Roma notevolmente superiore rispetto all’inizio della scorsa stagione.
La posizione molto alta in termini di baricentro (spesso sopra la linea di Dybala e Soulè) e la presenza di Malen sono due fattori su cui Wesley deve cercare di ‘caricare’ una maggior precisione nell’ultima rifinitura. Ricordando sempre l’età (23 anni) e gli enormi margini di miglioramento.


