Sportweek, Zaniolo: il ragazzo del futuro

Il settimanale della Gazzetta dello Sport elogia il giovane centrocampista della Roma attraverso le voci dei suoi ex compagni di squadra nella primavera dell’Inter

Nicolò Zaniolo continua ad essere il nome sulla bocca di tutti: anche il settimanale Sportweek ha voluto omaggiare il talentuoso centrocampista, raccogliendo gli aneddoti e i racconti dei suoi ex compagni di squadra nella primavera interista: Stefano Vecchi, il tecnico di quella squadra che vinse lo scudetto, ne elogia la duttilità: “È uno dei suoi punti di forza, è un giocatore moderno anche per questo. Secondo me può diventare una mezzala di livello internazionale: ha un gran tiro e sa inserirsi senza palla. La sfacciataggine è il suo punto forte. Da me ha preso sonori cazziatoni, proprio perché gli bastava poco per indirizzare la partita dove la voleva lui. Lo rimproveravo per tenerlo sempre sul pezzo, gli sono bastati due-tre mesi di Serie A per fare un salto di qualità mentale”.

Anche Marco Sala, oggi all’Arezzo ma in passato campione d’Italia Primavera con Zaniolo, ha elogiato le sue caratteristiche tecniche: “E’ nato pronto. Sa tenere il pallone in ogni zona del campo, non gliela porti mai via, la protegge benissimo con il fisico”.

Il commento di Federico Valietti, terzino in forza al Crotone: “Nicolò è aperto, solare e gioviale, sa tenere allegro lo spogliatoio. Sdrammatizza con una battuta, ti toglie l’ansia di dosso, fa calare la tensione, tranquillizza il gruppo. In questo senso, un leader. Arrivava da sette partite in B con l’Entella, si vedeva che era avanti agli altri”.
“È spensierato, un po’ pazzo, se ne sbatte di tutto”, il pensiero di Davide Bettella, ora al Pescara. “In campo porta la leggerezza che lo caratterizza fuori. Ed è questo che, in positivo, fa la differenza nel suo rendimento. Di notte non riesce a stare fermo. Va sempre a letto presto e si sveglia altrettanto presto, anche quando non c’è bisogno. Mi fu sufficiente solo un allenamento per rendermi conto di che razza di giocatore avessi di fronte, quando prendeva la palla ti saltava ogni volta”.

“Mi impressiona come, dal suo esordio, abbia sempre fatto meglio”, dice invece Manuel Lombardoni, oggi alla Pro Patria. “E’ uno dei pochissimi che sia riuscito a fare un salto di qualità del genere. Mi colpiva la forza che metteva in campo, la sua capacità di abbonare qualità e potenza, ma non avrei mai detto che avrebbe sfondato tra i grandi in così poco tempo”.

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