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Senza radici la nuova Roma si aggrappa a Dzeko

Senza De Rossi in campo e Totti in tribuna, il faro si chiama Dzeko

Una lezione di teoria, il 4-2-3-1 sulla lavagna, video e persino una spolverata di calcio di Andreazzoli, oggi alla guida del Genoa. Non c’è molto di nuovo nella prima notte della nuova Roma all’Olimpico, quindi tutti i riflettori sono per Paulo Fonseca. Il tecnico portoghese a cui il club ha affidato la rifondazione della squadra dopo averne perso le radici. Una rivoluzione lenta e per ora molto mascherata.

La Roma non ha ancora sostituito Manolas e per adesso temporeggia un po’, non completamente convinta di investire cifre spropositate su Rugani. Quindi la nuova Roma si attacca al vecchio Dzeko della cui partenza si era certi alla fine della deludente passata stagione. Al pronti via Dzeko è ancora qui convinto soprattutto a forza di milioni che hanno scacciato via tutta la voglia di Inter che aveva.

La Roma ha bisogno di ben più degli scarsi 9 gol dell’ultima stagione, altrimenti finirà per rimpiangere il fatto di averlo convinto a restare. Non c’è più De Rossi in campo, non c’è più Totti in società. È anche questo un vuoto che non può non sentirsi. È la svolta, la deromanizzazione che il club cercava da anni. Lo scrive “La Repubblica”.

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