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AmarcorDerby, Lazio-Roma 1-5: Montella cala il poker (FOTO/VIDEO)

17 anni fa la Roma vinceva il derby di ritorno infliggendo ai biancocelesti una lezione di calcio. Montella show, poi la firma del capitano

Il 10 marzo del 2002 è una di quelle date che rimarranno storiche nella storia della Roma. Quel giorno di 17 anni fa la formazione allora allenata da Fabio Capello umiliava la Lazio, vincendo il derby per 1-5. I giallorossi, in scia dell’Inter prima in classifica, cercano la vittoria per il prosieguo del campionato. Bastano 13 minuti a portare in vantaggio la Roma: Candela serve in area Montella, che di testa mette in rete il primo gol. Dopo poco più di un quarto d’ora, al 30′, arriva il raddoppio: splendida discesa di Totti che arriva a tu per tu con il portiere Peruzzi, che para ma non blocca. Sulla respinta arriva Nesta, che incespica sul pallone non accorgendosi dell’arrivo di Montella, che mette dentro il suo secondo gol della giornata.

La Lazio, imbambolata dal gol del momentaneo 0-2, non riesce a riprendersi e la Roma ne approfitta. Al 37′ arriva la tripletta di Montella: punizione dalla sinistra di Totti, e ancora una volta l’aeroplanino spicca il volo, colpendo di testa. Si va a riposo con il netto vantaggio giallorosso, ma non è ancora finita. Nella ripresa la Lazio prova a scuotersi, e lo fa grazie al gol di Stankovic al 53′. Ma non basta, la Roma non molla. Al 64′ arriva il gol del 1-4, ancora firmato da Montella. Al limite dell’area Tommasi serve il numero 9, che dalla distanza, mette a segno il suo quarto centro. La Sud esplode di gioia, ma c’è ancora tempo per festeggiare.

L’esultanza di Totti, con la dedica per la fidanzata Ilary Blasi

La firma su quella partita la mette capitan Francesco Totti, al 72′, ed è un gol che segna la storia. Montella serve Totti al limite dell’area, il numero 10 vede Peruzzi fuori dai pali, e inventa un pallonetto incredibile. Lo stadio Olimpico è una bolgia, l’umiliazione della Lazio è tanta. La Roma stravince e agguanta l’Inter in testa al campionato. La Lazio è costretta, ancora una volta, a leccarsi le ferite.

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