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Henrikh Mkhitaryan, il giramondo armeno in arrivo dai Gunners (FOTO/VIDEO)

Dall’Armenia fino alla Francia, per poi giocare in Ucraina, Germania e Inghilterra. Ecco chi è il nuovo centrocampista della Roma, arrivato come bomba di mercato

Una vita in giro per il mondo, all’insegna dell’amore per il calcio. Si potrebbe definire così la vita di Henrikh Mkhitaryan, il nuovo centrocampista appena arrivato a Roma. Ma dietro c’è tanto di più: dall’amore per il papà, storico giocatore armeno venuto a mancare troppo presto, al carattere schivo ed educato, distante da quello dei calciatori di oggi. Scopriamo insieme chi è il nuovo acquisto giallorosso:

I primi anni 

Henrikh Hamleti Mkhitaryan nasce a Erevan, capitale armena, il 21 gennaio 1989. Figlio di Hamlet Mkhitaryan, uno dei giocatori armeni più importante di sempre, da piccolo si trasferisce in Francia per seguire la carriera paterna. Tornato in patria, deve affrontare la dolorosa dipartita del papà, scomparso per un tumore al cervello quando il piccolo Henrix aveva solo 7 anni. Decide allora di seguire le orme paterne, ma non come attaccante, bensì come centrocampista. Gli anni della giovinezza passano in fretta, e la sua abilità comincia ad essere notata: dopo la prima avventura nel Pyonik, a 20 anni si trasferisce in Ucraina, al Metalurh Donetsk: vi trascorre un anno e mezzo, fino all’approdo nell’altra squadra della città, lo Shakhtar. E’ l’anno della svolta: con gli ucraini inizia a muovere i primi passi in Champions League, mettendosi in mostra sui diversi campi d’Europa. Grazie alle sue giocate, ma sopratutto ai suoi assist, gli ucraini vincono il Campionato nazionale, la Coppa di lega e la Supercoppa.

Mkhitaryan con la maglia dello Shakhtar

La parentesi tedesca e inglese

Nel 2013 arriva la chiamata di Jürgen Klopp, allora tecnico del Borussia Dortmund: con il club tedesco il giocatore mette in luce le sue abilità di assistman, portando i gialloneri a vincere nel 2014, la Coppa di Germania contro il Bayern Monaco. Dopo un secondo anno difficilissimo, in cui il club rischia addirittura la retrocessione, l’arrivo di Tuchel sulla panchina tedesca fa rinascere il giocatore: nella stagione 2015-16 segna 23 gol, fornendo 32 assist in totale.

Nella parentesi tedesca Mkhitaryan arriva a collezionare 32 assist in una sola stagione

Nell’estate del 2016 lascia il Dortmund per trasferirsi a Manchester, sponda United. Il club allora allenato da Josè Mourinho spende la cifra di 31,5 milioni di euro per accaparrarsi il centrocampista armeno. Con i red devils resta solo un anno e mezzo, il periodo meno prolifico del giocatore, ma nonostante ciò conquista durante l’annata 2016-2017 la Community Shield, la Football League Cup e, soprattutto, l’Europa League, nella quale segna il gol del definitivo 2-0 nella finale contro l’Ajax (l’assist per la sua rete fu di un certo Chris Smalling…).

Mkhitaryan festeggia il gol del 2-0 nella finale di Europa League assieme a Pogba e Smalling

Nel gennaio del 2018 arriva all’Arsenal, nella trattativa legata allo scambio di Alexis Sanchez. Nella parentesi londinese segna 9 gol totali, ma deve saltare la finale di Europa League contro il Chelsea disputata a Baku, a causa dei dissidi politici tra Azerbaigian e Armenia (poi vinta dai blues). Oggi si unisce alla Roma, e già stabilisce un record: è il primo calciatore armeno a calcare i campi di Serie A.

La Nazionale

Provate a chiedere ad un armeno di Mkhitaryan: vi dirà che è il più importante giocatore della storia della nazionale, e giustamente. Con la maglia armena Henrikh è riuscito dove il padre, giocatore storico, non è mai arrivato: non solo ne è capitano, ma è anche il calciatore più prolifico della storia della nazionale armena, con la quale ha siglato 27 reti.

Mkhitaryan con la fascia da capitano della Nazionale armena

Caratteristiche tecniche

Mkhitaryan nasce come trequartista, ma vista la sua velocità, ricopre alla perfezione il ruolo di esterno offensivo.
Nel corso degli anni si è messo in mostra non solo per i suoi gol, ma anche e sopratutto per il numero impressionante di assist serviti. La stagione d’oro è sicuramente quella con la maglia del Dortmund nel 2015-16, ma le sue abilità si sono viste anche nei pochi minuti giocati con l’Arsenal. Dal suo arrivo a Londra l’armeno ha infatti raggiunto il record di uomo assist della squadra: ne ha messi a segno 12 in tutte le competizioni, nessuno ha fatto meglio di lui.


Il tutto si sposa con un carattere molto timido, schivo e distante dalle telecamere. Henrikh non ama la troppa attenzione su se stesso fuori dal campo, mentre sul terreno di gioco la storia cambia: è un giocatore che ha la necessità di sentirsi parte integrante di un progetto, un uomo su cui la squadra possa contare. Questo forse il motivo che lo ha spinto a scegliere la Roma: una squadra che ha bisogno di qualità e un attaccante come Edin Dzeko, che può rendere ancora di più con uno come lui accanto.

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