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L’Avversario, l’Istanbul Basaksehir: la pecora nera del calcio turco (FOTO)

Il club ha una storia recentissima: considerato in patria come un squadra filo governativa, negli ultimi anni si è imposta in cima alla Super Lig turca

La Roma prosegue il suo cammino in Europa League e la gara di giovedì sera diventa decisiva. Allo Stadio Fatih Terim, i giallorossi affrontano l’Istanbul Basaksehir. L’andata all’Olimpico è terminata 4-0 in favore della Roma, i turchi, comunque, comandano il girone con 7 punti, davanti a Borussia e Roma (5) e Wolfsberger (4). Il club della capitale è diventato famoso negli ultimi anni, visti i successi ottenuti, ma è un”unicum” del calcio turco. Scopriamo insieme perché.

La strana storia del club più odiato della Turchia

Innanzitutto, quando si parla di calcio turco, c’è da fare una premessa: il tifoso è tutto, e tutto gira intorno ad esso. Le grandi realtà calcistiche, come Galatasaray, Fenerbahce e Besiktas, sono squadre gestite tramite l’azionariato popolare, ed ogni sorta di decisione societaria passa anche dai tifosi. Inoltre, e questo è forse l’aspetto più importante del calcio turco, la tifoseria è quasi sempre impegnata politicamente e idealmente, trascinando quindi all’interno del campo non solo la passione, ma anche l’identità politica di un quartiere, di una città o di un’intera regione. Inoltre il tifo caldo, incessante, quasi intimidatorio delle realtà calcistiche turche, sono uno dei simboli di un paese che ha nel calcio un motore sia emotivo che politico unico.

La sconsolante immagine dei pochi tifosi dell’Istanbul Basaksehir all’Ataturk Arena, solo pochi anni fa

Con tutto questo il Basaksehir non c’entra nulla: la squadra, fondata nei primi anni 90 con il nome di ’İstanbul Büyükşehir Belediyesi, e di proprietà del comune, per anni è stata considerata la pecora nera della Capitale. A differenza delle sue tre sorelle, non aveva una storia centenaria legata ad un quartiere storico di Istanbul, era supportata da pochissimi tifosi, molti dei quali poco inclini al classico tifo colorato e sopra le righe, e, sopratutto era vicina alle ideologie politiche dell’Ak Parti, il partito del futuro Presidente Recep Tayyip Erdogan. Al club fu concesso di giocare all’interno dell’Ataturk Arena, una cattedrale del calcio turco da 80mila posti, che veniva lasciata completamente vuota, visti i soli 5mila supporters del club arancio azzurro. Per anni la squadra milita nella seconda divisione turca, affacciandosi timidamente in Super Lig, salvo poi sprofondare nuovamente nel dimenticatoio. Poi la svolta: viene rilevata da un cartello di otto persone guidate da Göksel Gümüsdag e cambia nome in İstanbul Başakşehir. Da quel momento in poi la squadra è stata gestita come una vera e propria azienda, discostandosi completamente dallo standard degli altri club turchi. Oltre a ciò in poco tempo viene costruita la nuova casa del club: nel 2014 viene inaugurato il nuovo stadio da 17mila posti intitolato a Fatih Terim, vecchia conoscenza di Fiorentina e Milan, oltre che storico allenatore del Galatasaray e della nazionale turca.

La nuova “casa” del club dal 2014, il Başakşehir Fatih Terim

La presenza del Presidente Erdogan alla cerimonia di inaugurazione rende il club ancora più malvisto dal resto del calcio turco. Iniziano a circolare voci di un vero e proprio interesse dell’Ak Parti, rinforzato dalla nascita dello stadio nel nuovo quartiere di Basaksehir, zona medio borghese e molto vicina all’ideologia del Presidente. Per molti ancora adesso la squadra è un “giocattolo”, costruito ad arte per favorire la campagna del Presidente. Ma non c’è solo questo dietro al club: la possibilità di gestirsi in maniera diversa, vista l’assenza dell’azionariato popolare, ha permesso alla squadra di rafforzarsi tantissimo, tanto da diventare, in pochi anni, la nuova forza del campionato turco: quarti classificati nei campionati 2014-15, da neopromossa, e 2015-16, secondo posto nella stagione 2016-17, terzi nel 2017-18 e nuovamente secondi nell’ultimo campionato. Tutto ciò è stato ottenuto grazie a diverse strategie di mercato, volte a creare una squadra che avesse in organico nomi famosi e apprezzati: allo stadio Fatih Terim hanno messo piede figure storiche del calcio turco come Emre Belözoglu e il portiere Volkan Babacan, oltre a campioni di livello internazionale come Gaël ClichyGökhan InlerEmmanuel AdebayorRobinho e Arda Turan. Il tutto ha smosso l’anima di molti turchi, avvicinando alla squadra anche tifosi stanchi di vivere la continua violenza delle curve “classiche”, assistendo alle partite all’interno di un impianto sportivo all’avanguardia, in un quartiere medio borghese, lontano dal disordine delle altre realtà calcistiche.

Il Presidente turco Erdogan con indosso la maglia del club

Gran parte del successo ottenuto si deve al lavoro congiunto del CEO Mustafa Erogut assieme a quello di Abdullah Avcı, alla guida tecnica del club dal 2014 al 2019 (poi sostituito da Okan Buruk, attuale allenatore del club): il lavoro dei due ha fatto si che in pochissimi anni l’Istanbul Basaksehir non solo diventasse una delle realtà calcistiche più forti della Turchia, ma che cambiasse completamente il modus operandi all’interno di un mondo completamente diverso. Oltre ai tanti nomi famosi portati in squadra, il lavoro della dirigenza turca è stato anche quello di creare un vivaio ben organizzato, con possibilità di ottenere giocatori giovani e fare plusvalenza. Uno degli esempi di questa strategia si trova ora all’interno delle mura di Trigoria: Cengiz Under è infatti maturato calcisticamente all’interno del club arancio azzurro, dopo essere stato venduto alla Roma per una somma pari a 13 milioni e 400mila euro.

Under ai tempi della sua avventura all’Istanbul Basaksehir

La formazione

Il club turco sta pian piano superando le difficoltà che aveva avuto a inizio stagione. Nell’ultima gara di campionato ha battuto 1-0 il Galatasaray e si è portato al secondo posto in classifica, insieme al Trabzonspor, a -2 dalla capolista Sivasspor.

L’Istanbul Basaksehir dovrebbe presentarsi alla sfida di giovedì con Gunok in porta; Caiçara, Ponck, Epureanu e Clichy in difesa; Topal davanti la linea difensiva; poi Visca e Arda Turan (che col Galatasaray non ha giocato dall’inizio) sugli esterni, con Tekdemir e Okechukwu centrali; davanti ci dovrebbe essere Crivelli. Attenzione all’inserimento della sorpresa Robinho, che è stato tutto il match in panchina in campionato.

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