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Il caso Pellegrini. Da simbolo della nuova Roma, a giocatore anonimo del 2020

L’emblema del crollo verticale della squadra è senz’altro Lorenzo Pellegrini

Tutti in discussione, e non poteva essere altrimenti in questo inizio 2020 che segna un record negativo (4 punti in 7 partite) negli ultimi 45 anni di storia della Roma.

Da Fonseca a Petrachi è di nuovo corsa al colpevole in attesa dell’arrivo di Friedkin. L’emblema del crollo verticale della squadra – che sta per costare di nuovo il posto in Champions – però è senz’altro Lorenzo Pellegrini. Il nuovo Capitan Futuro, di fatto l’ultimo simbolo romano e romanista in una squadra senza più bandiere.

Il numero 7 sta passando un altro grande inverno e ha di nuovo steccato il salto nel momento topico di un processo di crescita inespresso.

Fino a dicembre scorso Pellegrini aveva accumulato numeri incoraggianti: un gol (altra nota dolente), nove assist e un’intesa con Dzeko che aveva portato la Roma al quarto posto con il picco della prestazione natalizia di Firenze. Nulla di trascendentale, ma tanto era bastato per far scattare paragoni blasfemi e dichiarazioni esagerate (Si respira aria diversa, a Roma voglio vincere 10 scudetti).

La metamorfosi kafkiana è arrivata puntuale a gennaio. In campionato ha preso un rosso pesantissimo col Sassuolo e ha avviato l’azione del secondo gol dell’Atalanta. In mezzo zero assist, zero gol e tanta apatia. A Bergamo ha giocato 52 palloni, di cui solo 24 sono diventati passaggi riusciti. Involuto, e incapace di prendersi una squadra sulle spalle al contrario del più giovane Zaniolo. Ma non è la prima volta che Lorenzo parte forte tra le stelle per finire nella notte più buia. Nel 2018 era partito bene con 2 gol, 6 assist e la consapevolezza del nuovo ruolo da trequartista. Era arrivato pure il graffio di tacco nel derby. Poi il calo.

Nei primi sei mesi del 2019 ha fornito 1 solo assist oltre ai due gol con Frosinone e Parma. Nei big match, poi, Lollo sparisce che si tratti di campionato, Europa o coppa Italia. In dubbio ora è pure il futuro. Al momento non ci sono passi in avanti per il rinnovo del contratto e l’eliminazione della clausola rescissoria da 30 milioni.

La Roma ritiene esagerate le richieste di Pellegrini che vuole uno stipendio da top player (4 milioni) mentre le prestazioni in campo dicono altro. Alla finestra restano Juventus, Inter e Tottenham. Il rischio di perdere l’ennesimo romano è ancora basso, ma visti i precedenti nulla è da escludere.

Intanto scendono le quotazioni di Fonseca. In molti chiedono già la sua testa invocando di nuovo Spalletti. Al momento, però, non c’è aria di divorzio. A fine stagione si tireranno le somme. Lo scrive Leggo.

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