“Una squadra come la Roma attuale, con 2-3 innesti di un certo livello, potrebbe sicuramente lottare per lo scudetto”
Stefano Colantuno, ex allenatore di Udinese e Atalanta, nel corso di un’intervista su Febbre da Roma, ha parlato anche dei giallorossi.
Dopo un periodo di inattività così lungo, la ripartenza potrebbe riservare qualche sorpresa. Lei si aspetta qualcosa in tal senso, soprattutto nelle prime giornate?
“Non ĆØ facile fare una previsione, perchĆ© se avessimo avuto un precedente avremmo potuto regolarci meglio, ma in questo caso non saprei. Ć chiaro che alla lunga, sulle 12 partite rimaste, chi ha le armi migliori avrĆ la meglio. Difficile comunque dare un giudizio sulla ripartenza: i giocatori sono stati fermi molto tempo, più di quanto fanno durante la sosta estiva, in cui comunque si muovono rispettando un programma preciso. In questi mesi, con lāobbligo di stare in casa, non ĆØ stato semplice per loro. Di questa situazione possono sicuramente aver giovato le squadre con dei lungodegenti: chi aveva calciatori seriamente infortunati ha potuto recuperarli e reintegrarli in gruppo, come ha fatto la Roma con Zaniolo, ma anche con Pellegrini e Diawara. Questo però vale per il recupero, mentre per quanto riguarda le prestazioni ĆØ tutto da scoprire. Magari allāinizio ci sarĆ qualche sorpresa, ma alla lunga penso che prevarranno i valori”.
Veniamo alla Roma: come valuta lāimpatto di Paulo Fonseca sul calcio italiano?
“Direi bene. Io venni allāOlimpico a vedere Roma-Cagliari, che finƬ in pareggio, e la Roma non mi era piaciuta molto. Poi devo dire che invece, strada facendo, ha fatto molto bene. Fonseca sta facendo il suo. Ć un allenatore che si affaccia per la prima volta al nostro campionato, e quindi ha bisogno di tempo per comprenderne tutte le sfaccettature, le peculiaritĆ , dal momento che la Serie A ĆØ completamente diversa dagli altri campionati europei, soprattutto per via della pressione mediatica. Comunque devo dire bene, e sono sicuro che lāanno prossimo andrĆ anche meglio, perchĆ© lui avrĆ conosciuto meglio le dinamiche italiane.
Crede che la Roma meriti lāattuale posizione di classifica?
“Essendo rimaste 12 partite, quindi con gran parte del campionato alle spalle, direi che la posizione della Roma sia giusta. Anche perchĆ© le squadre che le stanno davanti, al momento, sono oggettivamente superiori, compresa lāAtalanta, che va considerata una grande a tutti gli effetti. Quindi ci sta che la Roma occupi quella posizione”.
Parlando dei calciatori della Roma, tolti quelli su cui cāĆØ unanimitĆ di giudizio come Zaniolo, ce nāĆØ qualcuno che lāha colpita particolarmente?
“Petrachi ha lavorato molto sui giovani, e ai giovani va dato il tempo necessario per crescere. Roma non ĆØ una piazza qualunque, dove hai tempo di maturare e di proporti: Roma ha bisogno di tutto e subito, bisogna stare davanti. A me piace molto Pellegrini, per esempio, perchĆ©, al di lĆ del fatto che incarni la romanitĆ , ha delle qualitĆ notevoli. Mi sento di citarlo perchĆ© ĆØ un ottimo giocatore e anche lāultimo romano rimasto in rosa”.
Lei da giocatore faceva il difensore. Un suo pensiero sulla coppia Smalling-Mancini?
“Smalling ĆØ stato veramente una sorpresa per me. Ć entrato subito con grande personalitĆ , dimostrandosi un gran giocatore e unāottima scelta sul mercato. Stesso discorso vale per Mancini, che si ĆØ disimpegnato bene anche da centrocampista davanti alla difesa, intelligentemente messo lƬ da Fonseca. Direi molto bene entrambi: una coppia eccellente”.
Lei ĆØ romano, quindi sicuramente ha il polso della situazione intorno alla Roma. Negli ultimi anni ci sono state molte polemiche per la cosiddetta āderomanizzazioneā. Cosa ne pensa?
“Questo ĆØ un peccato. Dispiace, perchĆ© avere dei calciatori romani, cresciuti nel settore giovanile, che quindi possono dare di più giocando per la loro squadra del cuore, ĆØ sicuramente un valore aggiunto. Io penso che gente come De Rossi e Totti, anche se per lui il discorso ĆØ un poā diverso, potevano rimanere in societĆ e dare un grosso contributo perchĆ© nessuno conosce la Roma come loro. Poi per quanto riguarda il discorso calciatori attualmente in rosa, con la partenza di Florenzi ĆØ rimasto solo Pellegrini, ma magari ne arriveranno altri dal settore giovanile, che tira sempre fuori elementi interessanti. Dispiace, ma dāaltronde ora non si può fare diversamente. La Roma deve comunque cercare di riproporsi ai livelli degli ultimi anni e stare lassù, a lottare per qualcosa di importante”.
Per lei, cosa serve alla Roma per tornare a essere grande?
“Probabilmente qualche giocatore, qualche investimento proiettato al presente più che al futuro. In una squadra, la differenza la fanno 2-3 giocatori. Una squadra costruita bene, con quei 2 o 3 pezzi giusti, che fanno veramente la differenza, allora diventa una squadra che può lottare per qualcosa di importante. Ecco, forse mancano proprio questi elementi chiave che permetterebbero di fare il salto di qualitĆ . Una squadra come la Roma attuale, con 2-3 innesti di un certo livello, potrebbe sicuramente lottare per lo scudetto. Poi ci sta il discorso sulle cessioni dei vari Alisson e Salah, ma anche il bilancio ĆØ importante e bisogna tenerne conto: se non ĆØ in ordine si rischia di fare grossi danni. Alisson e Salah sono stati sacrifici necessari da questo punto di vista”.
Al momento, comunque, le prospettive per il futuro non sono proprio rosee: sarĆ necessario vendere qualche pezzo pregiato, ma il problema non ĆØ solo vendere, ma anche comprare.
“Ć chiaro che se la Roma ha problemi da questo punto di vista, e deve vendere per cercare di rimettere in ordine i conti, non ĆØ che può andare a comprare giocatori dello stesso livello di quelli ceduti. DovrĆ orientarsi su giovani o su opportunitĆ di diverso tipo, e Petrachi, che conosco e con cui ho lavorato, ĆØ molto bravo in questo. Il problema con i giovani ĆØ che poi non sai cosa possono diventare. Salah ne ĆØ un esempio: quando ĆØ arrivato si sapeva che era forte, ma era difficile immaginare una crescita di quel tipo, quindi sei stato costretto a venderlo. La Roma dovrebbe consolidarsi anche per formare questi giocatori e tenerli, oppure andarli a comprare giĆ formati”.


