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Friedkin liquida Pallotta con 71,8 milioni. Il resto sono debiti e ricapitalizzazione

Pallotta esce dall’avventura con una perdita ingente

Il texano ha stretto la morsa sul raider di Boston, che abituato agli hedge fund, questa volta è stato lui costretto a mollare la presa sul club, sul quale aveva investito parecchio, lasciandolo a Friedkin per poche decine di milioni di euro di soldi veri: 71,8 milioni per la precisione.

L’equity value, il prezzo pagato (in parole povere) i soldi veri che entreranno nella casse di Pallotta e soci per la quota di controllo del club è di 63,4 milioni di euro corrispondente a un prezzo di 0.1165 euro ad azione. Il prezzo pagato invece per le altre partecipazioni possedute dalla As Roma sarà di 8,4 milioni. Si arriva quindi a 71,8 milioni.

Tutto il resto sono impegni a sostenere l’aumento di capitale già deliberato per 150 milioni o a rimborsare altri prestiti di Pallotta: un team shareholders loans da 111 milioni e un altro prestito al veicolo Stadio Tdv per 16 milioni, il che porta l’esborso di Friedkin a 199 milioni.

E’ quindi pur vero che alla Roma viene attribuito un valore di 591 milioni. Ma questo valore è costituito quasi esclusivamente da debiti, prestiti infragruppo e impegni a ricapitalizzare l’azienda.

La valutazione del team è infatti di 549 milioni ma è così costituita. Ci sono 73 milioni di equity value, quindi soldi veri, ma ben 413 milioni di indebitamento, prestiti vari e impegni alla ricapitalizzazione già approvata da 150 milioni con attese di un capitale circolante di 63 milioni.

Infine Friedkin dovrà lanciare l’Opa sulle azioni restanti in circolazione (circa il 13%) sborsando qualche milione di euro. In pratica, l’intervento di Friedkin serve a non far sprofondare il club dal punto di vista finanziario, mentre Pallotta esce dall’avventura con una perdita ingente. Lo scrive Il Sole 24 Ore.

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