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Rivoluzione romanista

Squadra e quadro dirigenziale saranno stravolti dai cambiamenti

Tutti in bilico, com’è logico che sia. Nella Roma oggi nessuno può sentirsi sicuro di essere confermato dalla nuova proprietà, che pian piano sceglierà i suoi uomini. Il discorso vale per il Ceo Fienga, che guida la fase di transizione tra l’era Pallotta e quella Friedkin, ma non ha ricevuto alcuna comunicazione sul suo futuro, fino all’ultimo dei dipendenti. A Trigoria si attendono con ansia segnali da Houston, l’unico passaggio certo al momento è l’uscita di scena di sette membri dell’attuale cda contestualmente al closing previsto per il 17 agosto, che verranno sostituiti da uomini scelti da Friedkin, ma non è detto che entrerà lo stesso numero di consiglieri rispetto a quelli uscenti. Il figlio Ryan sarà senz’altro la guida operativa del club a Roma e Marc Watts entrerà nel cda, altro uomo chiave sarà Eric Williamson, già al fianco di Dan Friedkin nelle prime fasi della trattativa con Pallotta e nello studio del club.

Va scelto un direttore sportivo, con Sabatini che ieri ha escluso il suo ritorno, poi saranno gli stessi dirigenti sportivi a valutare la conferma di Fonseca, a riorganizzare l’area scout e il settore giovanile. Toccherà a loro vendere i tanti giocatori in esubero che appesantiscono un bilancio non più sostenibile, realizzare qualche plusvalenza e rinforzare al tempo stesso la squadra rimasta fuori dalla Champions. Il primo acquisto sarà in realtà l’ultimo confezionato da Baldini: Pedro dovrebbe sbarcare la prossima settimana. Non si potrà fare tutto subito, ma la Roma si sta avvicinando ad un’altra rivoluzione. Lo scrive “Il Tempo”.

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