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Conferenze stampa

Tiago Pinto: “La Roma è come una famiglia. Dzeko non sarà più il capitano. Nessun contatto con altri allenatori”

“Negli ultimi giorni abbiamo avuto delle riunioni tra me, Fonseca e Dzeko, ci sono stati momenti importanti, ne siamo usciti più forti e fiduciosi di raggiungere i nostri obiettivi”

Tiago Pinto, General Manager della Roma, ha in conferenza stampa del mercato attuato dal club giallorosso in questa sessione invernale, in particolare del ritorno di El Shaarawy e dell’arrivo di Reynolds. Tra i tanti argomenti, il dirigente portoghese ha dato alcune precisazione sulla situazione legata a Dzeko e Fonseca.

Qual è la situazione tra Dzeko e Fonseca? Qual è la posizione della società? Chi sarà il capitano sino a fine stagione?
“Non mi aspettavo questa domanda (ride, ndr). Chi vive nel mondo del calcio, vive in una famiglia e in tutte le famiglie ci sono problemi e poi dei chiarimenti, quando si risolvono i problemi si diventa più forte. Dzeko è un calciatore molto professionale, una persona con un carattere forte che ha una grande storia con la Roma. Fonseca è il leader del nostro progetto sportivo, ha svolto un gran lavoro e gli abbiamo affidato il nostro futuro immediato. Negli ultimi giorni abbiamo avuto delle riunioni tra me, Fonseca e Dzeko, ci sono stati momenti importanti, ne siamo usciti più forti e fiduciosi di raggiungere i nostri obiettivi. Il bene collettivo della Roma è più importante degli interessi personali. Sulla fascia da capitano, un club deve reggersi sulla disciplina, in questo momento Dzeko non è il capitano della Roma, poi lavoreremo per l’interesse della Roma in futuro”.

La situazione legata al rinnovo di Pellegrini?
“Tengo a ricordare che è stato l’unico calciatore del quale ho parlato individualmente nella prima conferenza stampa e l’ho fatto perché tutti noi in società pensiamo rappresenti i valori del nostro progetto. È un giovane di talento, ma è anche un lavoratore molto forte e dedito al lavoro, siamo ottimisti e contiamo di fare tutto”.

Un bilancio sul mercato?
“Sono una persona ambiziosa ed esigente con me stessa, ritengo che El Shaarawy e Reynolds rientrino nel progetto del club, possono far diventare la Roma più forte. Abbiamo altresì lavorato per trovare delle soluzioni in uscita, abbiamo calciatori che giocano poco e che sono meno felici, su questo punto non sono soddisfatto perché non siamo riusciti ad accontentarli”.

Senza Champions League, la Roma sarà costretta a cedere altri big?
“Siamo al 3 febbraio, questa è una domanda che ci proietta in uno scenario di fine stagione e non posso predire il futuro. Come tutti quanti i dipendenti, noi cercheremo di costruire una mentalità basata sulla quotidianità, sulla conquista dei tre punti partita dopo partita, in questo momento la priorità è la partita contro la Juventus e vincerla”.

Le situazioni di Pastore (scadenza 2023), Fazio e Santon (entrambi scadenza 2022). Arriveranno a fine contratto o si troverà una soluzione?
“Nella nostra esperienza, è normale che un calciatore che non giochi non sia felice. Il professionista vuole sempre giocare, a maggior ragione come nel caso di Pastore che è stato infortunato. Abbiamo lavorato insieme agli agenti dei calciatori che permettessero di conciliare gli interessi dei loro assistiti e della Roma. Per una serie di motivi, non abbiamo trovato una soluzione. Adesso il mercato è chiuso, noi siamo una famiglia e tutti lavoreremo al meglio per l’interesse della Roma”.

Può garantire già oggi che Fonseca sarà il tecnico della Roma anche nel prossimo anno?
“Tutte le notizie che sono circolate rispetto a presunte riunioni con altri allenatori sono false. Siamo soddisfatti di Paulo Fonseca, la mia relazione con il mister è molto buona, lui non è distratto da queste voci ed è concentrato sulla Juventus e sulle prossime partite”.

Deluso dal comportamento di Fazio e Jesus, esclusi dalla lista UEFA? Qual è la situazione dei conti?
“Nella Lista UEFA c’è spazio solo per 22 nomi, anche alla luce dei nuovi acquisti che sono stati inseriti, due sono stati tolti. Non sono deluso da alcuni comportamenti nello specifico, delle soluzioni erano state trovate ma per diverse ragioni non è stato poi fatto nulla. Ora il mercato è chiuso e proseguiamo tutti insieme. Sui conti, posso dire che la pandemia ha determinato nuovi e seri problemi nei club”.

Com’è nata l’idea dello scambio Dzeko-Sanchez?
“Tutto ciò che ha detto Giuseppe Marotta corrisponde al vero, il mio atteggiamento nei vostri confronti sarà sempre di massima apertura e trasparenza. Confermo che ho incontrato Piero Ausilio, abbiamo parlato di diverse questioni ma non abbiamo mai intavolato una vera e propria trattativa”.

L’umore della piazza?
“La grandezza di un club dipende dalla propria tifoseria, la Roma è conosciuta nel mondo grazie ai suoi supporters. Le decisioni che prendiamo vanno nell’interesse del club, devono corrispondere con le strategie della proprietà e dobbiamo essere fedeli alle nostre idee per rendere ìl club vincente. Su Dzeko non c’è mai stata una trattativa”.

Dirà a Fonseca di far giocare Dzeko contro la Juventus? Chi decide sulla fascia da capitano?
“Sono due questioni ben diverse. La fascia da capitano coinvolge il mister e la società, ci sarà una decisione condivisa. Sulle scelte tecniche, Fonseca ha piena autonomia, non potrebbe essere diversamente”.

Alla Roma non serve nessun altro dirigente?
“Confermo quanto detto nella mia conferenza stampa, io sono il responsabile della parte sportiva. Adesso devo concentrarmi nella struttura del club, ci sono delle aree che fanno da supporto alla quotidianità di un club che andranno rinforzate e migliorate. Il club deve avere una struttura professionale e forte”.

Mkhitaryan eserciterà l’opzione per il rinnovo sino al 2022?
“Per noi è un calciatore molto importante, per il suo rendimento sportivo. È il secondo giocatore in Europa alle spalle di Bruno Fernandes per gol e assist fornito. È un professionista eccellente, è un esempio per tutti e può essere d’aiuto nella crescita dei giovani. Nel suo contratto c’è una clausola che gli permette di esprimersi sul rinnovo, ha già dichiarato di essere felice e a breve incontrerò il suo agente, abbiamo interesse nel proseguire insieme”.

Avete in mente una strada differente rispetto alla precedente proprietà?
“Non mi piace esprimere dei commenti sul passato, c’è stata una gestione con un proprio orientamento strategico, sono stati fatti determinati investimenti e a voi lascio le valutazioni. Posso dire che, dal primo giorno che sono qui, ho concordato con Dan e Ryan che il denaro non è tutto, non è una corsa a chi spende di più, ci siamo detti di essere equilibrati nella questione denaro. Faremo investimenti, ma conta la qualità del denaro investito e non la quantità. Quando acquisteremo nuovi calciatori, vogliamo essere certi che siano funzionali e aiutino la Roma a vincere. Aggiungo solo che in questo mercato di gennaio, abbiamo lanciato un messaggio molto preciso, un esempio di quello che vogliamo fare. Sappiamo quali siano le difficoltà del momento, abbiamo preso due calciatori che corrispondono al profilo dei calciatori che vogliamo. El Shaarawy è nel giro della Nazionale, Reynolds era tra i migliori della MLS, abbiamo fatto due ottime operazioni per il futuro”.

Che tipo di giocatore è Reynolds? Come lo ha convinto a scegliere la Roma?
“Reynolds è stato preso per i prossimi 5 anni, sono due mesi che non scende in campo perché il campionato americano era finito, poi è stato in ferie e ha avuto il COVID-19. Sono molto felice di questo acquisto perché tanti club avevano mostrato interesse nei suoi confronti e sono contento che abbia scelto noi. Reynolds è un giocatore dall’elevato potenziale nonostante abbia appena 19 anni, deve migliorare difensivamente ed è arrivato nel campionato migliore per farlo. Dal punto di vista, ha caratteristiche straordinario, abbiamo in mano un gioiello che dobbiamo raffinare”.

Quanto è importante prendere un calciatore come El Shaarawy che ha mostrato tanta voglia nel tornare nella Capitale?
“È una buona domanda, è una delle sfide che abbiamo nello scouting, cioè individuare le caratteristiche psicologiche ed emozionali dei calciatori, che delle volte non si ambientano in una nuova realtà. Sicuramente, l’impegno e la felicità di un calciatore è determinante ai fini dell’ambientamento, El Shaarawy e Reynolds hanno deciso di abbracciare con entusiasmo questo progetto. El Shaarawy ha sempre voluto fortemente tornare alla Roma e la sua volontà è stata determinante, senza di essa probabilmente non ci saremmo riusciti, per me è un motivo di grande soddisfazione”.

Bilancio sulle prime settimane di lavoro a Roma?
“Ci sono stati dei momenti che sembravo come quel personaggio di Voltaire che, dove metteva piedi, faceva accadere dei problemi (ride, ndr). Parlando più seriamente, sono stati dei giorni complicati perché sono arrivato nel bel mezzo del mercato invernale. Ho goduto del sostegno delle persone che lavorano nella Roma, ho goduto della fiducia della proprietà. La Roma è un club con grande potenziale, si può costruire una struttura ancora più vincente, da oggi potrò dedicarmi ancor più in questo, potrò sviluppare tutti i vari dipartimenti per rendere la Roma più forte”.
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