Resta in contatto
Sito appartenente al Network

Prima Squadra

Mourinho: “Covid, infortuni e squalifiche tutto insieme: è troppo”

Il tecnico giallorosso, prima della consueta conferenza stampa, ha rilasciato qualche dichiarazione a Sky Sport: le sue parole

Alla vigilia dell’ultima giornata dei gironi di Conference League Josè Mourinho, prima di partire con la squadra per Sofia, ha parlato ai microfoni di Sky Sport e in conferenza stampa. Ecco le sue parole sulla gara:

Mourinho in conferenza stampa

“Come minimo ci dobbiamo dare la possibilità di arrivare primi e vincere. Sappiamo che non è facile, per me il CSKA è meglio del punto che ha. Anche contro di noi il risultato non era vero, la partita è stata difficile e sicuramente anche oggi sarà così ma cercheremo di vincere”.

Il risultato di domani può influire fino alla fine della stagione? Quale sono le vostre ambizioni in Conference League?
“Il risultato di domani no perché siamo già qualificati. Ovviamente decide il primo posto, noi vogliamo continuare a giocare questa competizione, ma domani possiamo definire solo primo o secondo posto. Ora la Conference avrà 8 squadre che scenderanno dall’Europa League, bisogna aspettare però non possiamo nascondere che vogliamo andare il più avanti possibile”.

Dopo la sconfitta dell’Inter ha detto che la Roma era limitata dal punto di vista dei giocatori, domani non sarà tanto diverso. Che squadra vedremo?
“Abbiamo lasciato fuori tutti i giocatori che erano infortunati, non abbiamo recuperato nessuno per questa partita. Lasceremo anche qualcun altro fuori perché abbiamo tante partite e tanti giocatori con problemi e non possiamo rischiare con tutti. Giocheremo con la squadra più forte possibile. Avremo una struttura con 4-5 giocatori che giocano sempre. L’obiettivo non cambia: rispettiamo il Cska, ma vogliamo vincere”.

Quanto è cambiato dalla prima coppa vinta?
“Non sono cambiato tanto, sono tanti anni che alleno ma ho la stessa passione, magari sono più tranquillo ed esperto per gestire i vari momenti della stagione. Nel 2004 avevo il sogno di vincere la Champions League, ora sogno di vincere la Conference League. Sono due competizioni diverse, ma questa è la competizione in cui siamo e vedremo se sarà possibile vincerla. Vincere la prima edizione sarebbe storico”.

Cosa le ha dato l’essere in contatto con calciatori bulgari?
“La generazione degli anni ’80 e ’90 ‘ l’età d’oro del calcio bulgaro. Il portogallo venne invaso dai calciatori di qualità bulgari che erano anche grandi persone. Ogni volta che vengo in Bulgari mi sembra di essere tornato a casa di amici. Domani, però non ci saranno amici, dobbiamo vincere”.

Mourinho a Sky Sport

I tifosi?
“Quello che vogliamo dare ai tifosi è diverso dai risultati che abbiamo. Ma una cosa è troppo ovvia: i tifosi sono veri romanisti, a loro non interessa vincere o non. E’ più facile tifare una squadra quando vince sempre. Dall’inizio sapevamo ciò che ci aspettava, non ci aspettavamo tanti problemi insieme. In una rosa che si inizia a costruire ci aspettavamo le difficoltà ma Covid, infortuni e squalifiche tutti insieme è troppo e lo è quando affronti l’Inter. Sono più forti di noi, in quella situazioni erano molto più forti di noi. Per questo siamo sempre uniti e tranquilli, vogliamo vincere questa partita ma dobbiamo anche avere paura di tutte queste situazioni, quinid Rui che gioca sempre, Smalling che viene da un infortunio importante e Mkhitaryan che non è giovanissimo e ha giocato in un ruolo che esige tanto, questi tre devono per forza rimanere a casa”.

È più difficile provare a vincere la Conference o arrivare quarti in campionato?
“Se prendiamo le cose in modo separato, ti dico che abbiamo la squadra per competere con le più forti tipo Tottenham e Rennes, ma anche con chi arriva dall’Europa League. Il problema è che dobbiamo giocare da gennaio a fine maggio 3 competizioni ed è difficile dire come arriveremo ad una determinata partita. E’ la differenza tra squadra e rosa. Guardando Inter, Milan, Juve e Napoli sono squadre di grande potere, in Conference non ci sono più squadre piccole di paesi piccoli. Ci saranno squadre importanti, che arrivano anche dall’Europa League, ad esempio domani una tra Napoli e Leicester, e mi auguro il club inglese, scenderà in Conference. Con al rosa che abbiamo dobbiamo andare di partita in partita e pensare che sia sempre la più importante”

Lascia un commento
Subscribe
Notificami
guest

0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
Advertisement

I MITI GIALLOROSSI

L'indimenticabile Ago. Romano e romanista, capitano e campione

Agostino Di Bartolomei

Il "Pluto" dei romanisti. Campione d'Italia nel 2001

Aldair

“Di Bruno solo uno e viene da Nettuno”

Bruno Conti

E' stato il ragazzo della Curva Sud in campo con la sua seconda pelle

Daniele De Rossi

Il bambino che diventò uomo, poi Capitano ed infine leggenda

Francesco Totti

IL GIOVANE CHE DIVENNE "PRINCIPE", NON AZZURRO MA GIALLOROSSO. PER SEMPRE

Giuseppe Giannini

Il "Divino" giallorosso, campione d'Italia nel 1983

Paulo Roberto Falcao

IL TEDESCO CHE VOLAVA SOTTO LA CURVA SUD

Rudi Voeller

SI PUÒ DIVENTARE UN’ICONA GIALLOROSSA SENZA ESSER NATI A ROMA. PICCHIA DURO, SEBINO!

Sebino Nela

Advertisement

Altro da Prima Squadra