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L'angolo dell'avversario

L’Inter e le baby plusvalenze: in 5 anni 150 milioni di incassi

I nerazzurri continuano a cedere solo giovani per salvare i conti. L’ultimo affare i 18 milioni per Pinamonti al Genoa

Sono giorni di lavoro intensi per le società che devono chiudere i rispettivi bilanci al 30 giugno con cessioni e relative plusvalenze per rispettare i criteri del Fair Play Finanziariodella Uefa. C’ chi, vedi la Roma, continua a sacrificare titolari come Manolas e Dzeko. E chi, invece, sceglie altre strade. È il caso dell’ Inter, vicina a raggiungere il traguardo dei circa 46 milioni di euro neces sari entro la chiusura al 30 giugno. I nerazzurri, che hanno soddisfatto i requisiti del settlement agreement firmato nel 2015, riusciranno ad evitare la cessione di qualsiasi big, realizzando le plusvalenze con diversi giovani calciatori. In tutto, dal 2014 ha incassato 94 milioni dalla vendita dei baby generando 77 milioni di plusvalenze. E presto il monte complessivo di introiti potrebbe salire a 150 milioni in 5 anni.

L’ultimo accordo è quello per il trasferimento di Pinamonti al Genoa sulla base di 18 milioni, senza alcun diritto di riacquisto. Ausilio e Marotta hanno però trovato con Preziosi un gentleman agreement per il ritorno del classe 1999 a Milano a partire dal prossimo anno, potendo così inserire immediatamente a bilancio la plusvalenza. La “recompra”, per volontà del presidente Gravina, è stata regolamentata in maniera diversa nel consiglio federale di aprile e non avrebbe garantito benefici economici a breve termine. Oltre a quella dell’attaccante dell’Under 20 l’Inter è vicina a chiudere, come da indiscrezioni di questi giorni, le operazioni per Adorante al Parma (5 mln), Vanheusden allo Standard Liegi (15 mln), Burgio all’Atalanta (2 mln), Zappa al Pescara (3 mln), Gavioli e Rizzo al Genoa (8,5 mln). Quella della cessione dei giovani della Primavera è una strategia adottata dall’Inter già negli ultimi anni per soddisfare le richieste della Uefa. Nei quattro bilanci precedenti, da cui sono ricavate le cifre ufficiali, sono una ventina i trasferimenti a titolo definitivo con cui la società di viale Liberazione ha rinunciato ai talenti del settore giovanile, a volte inserendo un diritto di riacquisto per mantenere un controllo a distanza.

Nell’esercizio 2014/15 sono stati ceduti Mbaye e Paramatti al Bologna per 4 (3+1) milioni e nella finestra invernale di trasferimenti la Sampdoria ha acquistato la coppia Bonazzoli e Duncan (prestito con obbligo) per un totale di 7,39 mln. Nella stagione successiva sono due i giovani ceduti: Bianchetti al Verona (1,6 mln) e Rocca alla Sampdoria (400mila euro). E’ dall’annata 2016/17 però che l’Inter aumenta le operazioni sui talenti cresciuti alla Pinetina: Eguelfi all’Atalanta (6 mln), Gravillon al Benevento (4 mln), Dimarco al Sion (3,91 mln, ricomprato per 5 mln e girato al Parma), Caprari alla Samp (15 mln), Biraghi al Pescara (5,4 mln) e Laxalt al Genoa (5,8 mln). Nell’ultimo bilancio depositato ci sono le cessioni di Radu al Genoa (8 mln), Bettella e Carraro all’Atalanta (7+5 mln), Valietti al Genoa (6 mln), Odgaard al Sassuolo per (4,62 mln, cifra pressoché identica per il prestito oneroso di Politano) e Zaniolo alla Roma (4,5 mln). Sono quindi diverse le operazioni dell’Inter con Atalanta, Pescara, Genoa e Sampdoria. Dai bergamaschi, che in passato hanno girato immediatamente in prestito Carraro (Foggia) ed Eguelfi (Cesena), l’Inter ha acquistato Gagliardini e soprattutto Bastoni, quest’ultimo per un totale di 31,1 milioni di euro.

Con gli abruzzesi, che comprarono Gravillon per 3,5 milioni sette mesi dopo il passaggio al Benevento, sono stati completati anche alcuni affari in entrata: Zugaro De Matteis (4,8 mln), Pompetti (4 mln), Peschetola (800mila euro) e Caprari (5,66 mln). Quest’ultimo, cresciuto nel settore giovanile della Roma, è stato successivamente rivenduto alla Sampdoria nella trattativa che ha portato Skriniar a Milano. L’asse con il Genoa di Preziosi inizia, secondo i dati nel bilancio al 30 giugno 2015, tramite l’acquisto di Tommasone a 1,8 milioni di euro e viene rinforzata lo scorso anno con il passaggio in prestito con diritto di riscatto (esercitato) di Salcedo per un totale di circa 10 milioni più bonus, mentre ai rossoblù vengono ceduti Valietti e Radu per 12 milioni complessivi. Il portiere romeno è stato ora ricomprato per circa 12 milioni.

Nulla di illegare, visto che già nei primi anni Duemila gli inquirenti arrivarono alla conclusione che non sarebbe facile e né predeterminabile la fissazione di un valore di cartellino a un giocatore. Dell’indagine, relativa a fatti del 2013, alla quale fece cenno il Corriere della Sera la scorsa Primavera, non si sono avuti più ulteriori riscontri.

Si legge su Il Tempo.

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