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Julio Sergio: “Oggi ho il rispetto di tutta Roma. Il mio rimpianto? I 15 minuti contro la Sampdoria”

Julio Sergio Bertagnoli è stato ospite di una trasmissione radiofonica e ha ricordato i tempi passati a Roma

Questa mattina Julio Sergio Bertagnoli, portiere della Roma dal 2006 al 2011, ha parlato ai microfoni di Teleradiostereo. Ha ricordato i bei momenti passati a Roma. Ecco le sue parole:

Giovani calciatori lasciano il Brasile e si trasferiscono in un’altra città per giocare. Quanto è difficile ambientarsi?
“Io sono arrivato in Italia e a Roma si sta bene perché c’è un clima buono e si mangia molto bene. Ci sono società, grandi società come la Roma o la Juventus che fanno un grande lavoro con i giovani che arrivano da fuori. E’ importante che la società siano vicine ai ragazzo che arrivano in una nuova squadra e in una nuova città a 18/19 anni: in Brasile il modo di vivere è diverso e all’inizio è difficile. Avere una persona che ti aiuta ad ambientarti è importante”.

A Roma c’erano tanti brasiliani…
“Si, quando ero a Roma c’erano tanti brasiliani. Taddei per me è stato un fratello. A un certo punto eravamo in otto, eravamo tanti e questo aiuta. Anche con Burdisso mi sono trovato benissimo, è stato una bravissima persona. Panucci mi ha insegnato tantissimo, Totti è stato sempre disponibile. Ma prima lo spogliatoio era diverso. Ora tutti prendono in mano il telefono e non parlano tra di loro”.

La Roma in Brasile che squadra sarebbe per passione e rivalità?
“Sarebbe il Corinthians. Sono i più appassionati, vanno sempre allo stadio, la Roma è sicuramente il Corinthias del Brasile”.

Un rimpianto?
“Sono due: uno come calciatore e uno con la Roma. Come calciatore quando sono andato a Lecce potevo andare a Parigi ma ho fatto una scelta personale che oggi non rifarei. Con la Roma, sono i 15 minuti della partita di Roma-Sampdoria che hanno cambiato tutto”.

Cosa ti ha lasciato Roma?
“Sono arrivato a Roma per fare un provino e oggi ho il rispetto di tutta la città. Sono un privilegiato, perché quello che mi ha dato questa città e queste persone di Roma è molto di più di quello che ho dato io. Sentire l’affetto delle persone e il rispetto è la cosa più importante e devo solo ringraziare tutti”.

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