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Roma, col Bologna poco turnover. Mourinho: “Dobbiamo arrivare quinti”

I giallorossi hanno bisogno dei 3 punti per blindare la qualificazione alla prossima Europa League

Contro il Bologna sarà una partita complicata. Per arrivare al quinto posto noi dovremo mettere in campo i migliori a differenza del Leicester, che gioca solo la Conference League perché in Premier non ha possibilità. Dovremo concentrarci solo sul campionato e dimenticare la coppa perché il prossimo anno vogliamo giocare l’Europa League“.

José Mourinho non ha parlato alla vigilia della gara col Bologna all’Olimpico (ore 20.45), ma il suo pensiero lo aveva espresso a chiare lettere giovedì sera a Leicester: la partita di stasera è fondamentale, soprattutto in un processo di crescita che la squadra ha intrapreso dal momento del suo arrivo. Per questo difficilmente il tecnico farà troppi calcoli sugli uomini da mandare in campo, a parte le scelte obbligate: di sicuro non ci saranno Sergio Oliveira, squalificato, e Henrikh Mkhitaryan, che ha riportato una lesione al flessore della coscia destra e starà fuori 20 giorni.

Per il resto lo Special One avrà tutti a disposizione ed è possibile che sia finalmente arrivato il momento di vedere in campo, non dal primo minuto ma a partita in corso se il punteggio lo consentirà, di Spinazzola, che non gioca una gara con la Roma da un anno esatto (ultima presenza il 29 aprile del 2021 a Manchester nella semifinale d’andata di Europa League): per lui sarebbe come un nuovo esordio, davanti ad uno stadio che ancora una volta sarà esaurito. In difesa potrebbe osservare un turno di riposo Smalling, al suo posto toccherebbe a Kumbulla insieme a Ibanez e Mancini. In mezzo al campo l’unico vero dubbio: senza Oliveira, dovrebbe toccare a Veretout, più che a Bove, giocare al fianco di Cristante, con Karsdorp a destra. A sinistra il ballottaggio è a tre e coinvolge Zalewski, Vina ed El Shaarawy. Il Faraone (o in alternativa Felix) potrebbe però trovare spazio anche al posto di Zaniolo e affiancare Pellegrini alle spalle di Abraham. Lo scrive Il Corriere della Sera.

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