Resta in contatto

Rassegna Stampa

Mou, la Roma e la finale di Conference. Il primo passo di un lungo cammino

Lo Special One a caccia del trofeo

Non è la Champions, ma ha un valore speciale. Questa finale di Conference è un’occasione, ma anche un ritrovo simbolico di storie personali, sospiri collettivi, senso di appartenenza. Questa finale di Conference è un ponte tra diverse generazioni: tra quella che ha vissuto le stagioni felici di Viola e Sensi, quella che ha assaporato il gusto amaro del digiuno, quella che guarda al futuro con una carica nuova. I tifosi sono tutti lì, uniti da passione e speranza di essere solo al primo passo di un lungo viaggio, che non si ferma certo a Tirana.

Uno stadio a Tirana, troppo piccolo per contenere l’amore di un popolo. Un altro, a Roma, abbastanza grande per pacificare la voglia di esserci. Mourinho ha trasformato la stagione della Roma in un progetto da vivere insieme. E lo ha fatto a suo modo, sorridendo e frustando la squadra. In questo clima di grande fiducia tra il condottiero ed il suo popolo la Roma è arrivata a giocarsi la gara più importante degli ultimi anni.

Dall’altra parte Slot è alla prima finale europea. Ha costruito una squadra che ha preso alla lettera uno dei tanti slogan: la miglior difesa è l’attacco. Ecco perché gli olandesi giocano alti: per provare a rubare l’idea insieme al pallone. Vincere sarebbe il trampolino migliore per il futuro. I Friedkin, comunque vada, hanno intenzione di far crescere sogni e ambizioni. Vincere aumenta la voglia di vincere. Lo scrive “La Gazzetta dello Sport”.

Lascia un commento
Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
Advertisement

I MITI GIALLOROSSI

L'indimenticabile Ago. Romano e romanista, capitano e campione

Agostino Di Bartolomei

Il "Pluto" dei romanisti. Campione d'Italia nel 2001

Aldair

“Di Bruno solo uno e viene da Nettuno”

Bruno Conti

E' stato il ragazzo della Curva Sud in campo con la sua seconda pelle

Daniele De Rossi

Il bambino che diventò uomo, poi Capitano ed infine leggenda

Francesco Totti

IL GIOVANE CHE DIVENNE "PRINCIPE", NON AZZURRO MA GIALLOROSSO. PER SEMPRE

Giuseppe Giannini

Il "Divino" giallorosso, campione d'Italia nel 1983

Paulo Roberto Falcao

IL TEDESCO CHE VOLAVA SOTTO LA CURVA SUD

Rudi Voeller

SI PUÒ DIVENTARE UN’ICONA GIALLOROSSA SENZA ESSER NATI A ROMA. PICCHIA DURO, SEBINO!

Sebino Nela

Advertisement

Altro da Rassegna Stampa