Resta in contatto

Rassegna Stampa

Mourinho: “Sono io il responsabile. Ko durissimo, mi scuso coi tifosi”

Mou si scusa con i tifosi per la pessima figura

Doveva essere la partita per guadagnare punti sulle inseguitrici, invece a Udine è arrivata la prima (fragorosa) sconfitta in campionato per la Roma, che perde la testa della classifica. La formazione giallorossa si è complicata la vita da sola, regalando i primi due gol ai bianconeri, prima con un assist di Karsdorp a Udogie dopo 5’, e poi con una papera di Rui Patricio. Mourinho durante il match ha avuto da ridire con l’arbitro Maresca, che sul punteggio di 1-0 per i friulani ha sorvolato su un presunto fallo di Becao su Celik che stava calciando in porta, senza assegnare il calcio di rigore.

A fine gara lo Special si è fermato a lungo a parlare con Maresca al centro del campo. “Quando perdi 4-0 – l’analisi del portoghese – non si deve parlare di arbitri, preferisco perdere una partita per 4-0 invece che quattro gare per 1-0″. Poi, però, torna sull’argomento. “Appena abbiamo saputo il nome dell’arbitro, sapevamo che questo era un profilo perfetto per il tipo di partita che ci aspettava. Nella gestione dei falli, nelle ammonizioni, il primo giallo l’ha preso l’artista della partita (Dybala, n.d.r.), però la responsabilità della sconfitta è la mia. E mi scuso con i tifosi“.

Ora testa all’Europa League. “Per fortuna si torna subito a giocare, i calciatori hanno bisogno di me, ho già parlato con loro: dobbiamo pensare al Ludogorets perché giovedì abbiamo una partita importante da affrontare”. Lo scrive Il Corriere della Sera.

Lascia un commento
Subscribe
Notificami
guest

0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
Advertisement

I MITI GIALLOROSSI

L'indimenticabile Ago. Romano e romanista, capitano e campione

Agostino Di Bartolomei

Il "Pluto" dei romanisti. Campione d'Italia nel 2001

Aldair

“Di Bruno solo uno e viene da Nettuno”

Bruno Conti

E' stato il ragazzo della Curva Sud in campo con la sua seconda pelle

Daniele De Rossi

Il bambino che diventò uomo, poi Capitano ed infine leggenda

Francesco Totti

IL GIOVANE CHE DIVENNE "PRINCIPE", NON AZZURRO MA GIALLOROSSO. PER SEMPRE

Giuseppe Giannini

Il "Divino" giallorosso, campione d'Italia nel 1983

Paulo Roberto Falcao

IL TEDESCO CHE VOLAVA SOTTO LA CURVA SUD

Rudi Voeller

SI PUÒ DIVENTARE UN’ICONA GIALLOROSSA SENZA ESSER NATI A ROMA. PICCHIA DURO, SEBINO!

Sebino Nela

Advertisement

Altro da Rassegna Stampa