Giovedì la Roma sarà impegnata all’Olimpico contro il Torino. Sarà un crocevia per Ivan Juric, che dopo la disfatta di Firenze è stato confermato dalla proprietà americana, ma potrebbe giocarsi il suo futuro in giallorosso proprio contro la sua ex squadra. Pronto a rovinare la notta di Halloween al tecnico croato ci sarà l’ex Antonio Sanabria, allenato proprio da Juric nel suo periodo in granata.
Con l’assenza di Duvan Zapata, fuori per infortunio fino al termine della stagione, Paolo Vanoli dovrà affidarsi all’attaccante paraguaiano contro la Roma. In questa stagione, Sanabria ha collezionato 5 presenze realizzando 2 gol. Le sue statistiche, però, non si fermano a questi numeri. Per renderci conto della sua pericolosità, bisogna guardare anche alle statistiche relative alle passate stagioni.
La sua migliore stagione all’ombra della Mole, sotto la guida di Juric, è la 2022-2023. L’unica in cui è stato capace di andare in doppia cifra per quanto riguarda i gol, con addosso la maglia numero 9 lasciata libera di Andrea Belotti, trasferitosi proprio alla Roma nell’estate 2022. Chiuse quella stagione con 12 gol in 36 presenze, non riuscendo a replicarsi la stagione dopo, quando ne realizzò solo 5, frutto anche della presenza di Zapata.
Sanabria il pericolo numero uno per la Roma
Tornando a questa stagione, i due gol realizzati dal centravanti del Toro sono entrambi da dentro l’area. Sanabria, infatti, è un attaccante a cui piace spaziare tra le linee difensive, essendo capace di disorientare le retroguardie avversarie. Una caratteristica a cui dovrà stare attenta la squadra giallorossa, che nell’ultimo impegno contro la Fiorentina si è resa capace di andare in difficoltà contro attaccanti “mobili”, come Moise Kean.
Inoltre, nelle 9 precedenti sfide contro la Roma, Sanabria è risultato difficilmente pericoloso. Solo uno, infatti, il gol realizzato contro la sua ex squadra, nella vittoria per 3-1 dei granata della stagione 2020-2021. C’è da dire, in conclusione, che la conoscenza che Juric ha del paraguiano potrà risultare decisiva per mettere Ndicka e compagni nella situazione di renderlo il meno pericoloso possibile.



