Il caso Garofani sta facendo discutere molto in queste ore. Tutto nasce da un articolo pubblicato martedì 18 novembre dal direttore del quotidiano La Verità Maurizio Belpietro. Il titolo “Il piano del Quirinale per fermare Meloni”, racconta di alcuni scenari politici attribuiti a Francesco Saverio Garofani, consigliere del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Nell’articolo di Belpietro si legge che “Consiglieri di Mattarella, a quanto pare si agitano nella speranza di fare lo sgambetto a Meloni”, nella speranza di “Impedire una vittoria di Giorgia Meloni (alle prossime elezioni politiche, ndr) e che una maggioranza non di sinistra nella prossima legislatura possa decidere il sostituto di Sergio Mattarella”.
Il giorno successivo, mercoledì 19, è servito per distendere gli animi. L’incontro tra Mattarella e Meloni ha parzialmente calmato le acque e Luca Di Bartolomei, figlio dell’ex capitano e leggenda della Roma Agostino, ha preso le difese di Garofani in un’intervista rilasciata a La Repubblica: “Ma quale complottone contro il governo… Io sono anni che lavoro in contesti prossimi alla politica, e so riconoscere quando una discussione fa un salto di scala, diventa sensibile. Invece ho letto delle cose campate in aria, costruite in maniera totalmente artificiosa. Sono stati estrapolati pezzi di conversazione, anche di soggetti diversi”, le sue parole.

Di Bartolomei assicura: “Posso mettere le mani sul fuoco”
Di Bartolomei ha escluso categoricamente che Garofani potesse aver esclamato qualsiasi tipo di frase contro l’attuale governo: “Sappiamo tutti chi è Francesco, a cui sono legato da molti anni da affetto e stima.
Quale sia il suo stile. E’ la persona più moderata e più istituzionale che abbia mai conosciuto. Uno cui non ho mai sentito dire una parolaccia in vita, per dare un’idea del tipo. Figuriamoci i complotti”.
Nessun complotto, Di Bartolomei ne è certo: “Sono pronto a mettere le mani sul fuoco. Eravamo insieme lo scorso giovedì 13 novembre per la cena annuale che ha seguito la presentazione al Tempio di Adriano delle attività dell’associazione nata per ricordare Agostino con l’obiettivo di aiutare i giovani in difficoltà a studiare e praticare sport. Era un contesto di amici di vecchissima data legati dall’affetto per Agostino e dai progetti che stiamo portando avanti a suo nome. Era una tavolata di gente di diversa estrazione politica e professionale, con discussioni che andavano dalle sorti del campionato, a Batistuta e la Nazionale, e certo anche alla politica, ma come se ne parla tra amici o familiari”.




La toppa sta diventando peggio del buco!