Mondiale 2026, più poteri al VAR: tutte le novità

La decisione FIFA spinge la tecnologia su nuove frontiere, in un momento in cui l'utilizzo del VAR in Italia registra un calo di precisione

FIFA, VAR

La tecnologia arbitrale continua la sua espansione a livello globale: secondo quanto riportato da Martyn Ziegler, il VAR avrà poteri estesi in occasione della Coppa del Mondo 2026. L’innovazione più significativa riguarda l’autorità di intervento anche su calci d’angolo e secondi cartellini gialli, ampliando ulteriormente il raggio d’azione del protocollo.

Questa spinta verso nuove frontiere arriva in un momento in cui l’utilizzo del VAR in Serie A è al centro di una polemica quotidiana, alimentata dalla mancanza di uniformità di giudizio e da una preoccupante flessione nella precisione degli interventi. I dati aggiornati al mese di novembre sono chiari: dopo quasi un terzo di campionato, la percentuale di successo del VAR è scesa all’84%, contro il 92% della scorsa stagione.

Davide Massa

VAR, arbitri e polemiche

La sensazione che il VAR sia usato “spesso e male” trova conferma negli episodi più recenti e controversi. Nella sconfitta della Roma contro il Napoli, il gol vittoria è stato viziato da un contatto che lascia spazio a parecchi dubbi: il presunto fallo di Rrahmani su Koné all’inizio dell’azione decisiva.

Il culmine del caos si è toccato nel finale di Milan-Lazio. L’addetto al VAR, Aleandro Di Paolo, è stato ritenuto responsabile di aver richiamato erroneamente l’arbitro Collu per un tocco di braccio di Pavlovic che, per i vertici arbitrali, non era rigore. Il comportamento di Di Paolo è stato giudicato “completamente sbagliato”, costandogli il fermo. Il finale infuocato è stato definito da Caressa come “da ridere”, anche a causa della confusione generata dall’annuncio in campo che motivava la non concessione con un precedente fallo della Lazio.

Episodi di incertezza che minano la fiducia nel sistema e si aggiungono alle ruggini passate. Mentre la FIFA estende i confini del VAR, per la Serie A la sfida prioritaria resta la formazione degli addetti e l’uniformità di giudizio, fattori indispensabili per sedare le continue proteste che il sistema, anziché risolvere, amplifica.

Chiffi

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